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Politica Nazionale

Beni culturali. Lannutti (IDV). Basta clientelismo o crollano tutti

Di Redazione ASI 4 Dicembre 2010 – 10:26 2 min di lettura

(ASI) I beni culturali italiani sono un patrimonio inestimabile per il nostro Paese e per il mondo, una maggiore tutela di questa ricchezza culturale si impone. Per questo il parlamentare dell'Idv Lannutti dichiara “La cattiva gestione del nostro patrimonio culturale da parte del centrodestra ha molte cause, ma forse la più grave è il clientelismo con cui i dirigenti lo amministrano.

A partire dal Ministro Sandro Bondi fino ad arrivare al Direttore generale Mario Resca, fin troppi sono gli elementi per ritenerne scandalosa la gestione: prima che i nostri beni culturali crollino tutti, bisogna mandare a casa questa irresponsabile classe dirigente berlusconiana”. È quanto emerge da un’interrogazione parlamentare che Elio Lannutti, Capogruppo Idv in Commissione Finanze al Senato, ha indirizzato ai Ministeri per la Pubblica amministrazione e per i Beni e le attività culturali. Prosegue Lannutti: “Il direttore generale ha ampi poteri, che dovrebbero servire a valorizzare e gestire virtuosamente i beni culturali nell’interesse generale: ma Resca, ex membro del cda della Mondadori che gestisce i punti vendita all’interno dei poli museali e presidente di Confimprese che riunisce società operanti in ambiti di pertinenza del suo Ministero, ha un palese conflitto di interessi, oltre che scarsa esperienza nel settore. Più grave ancora la sua amministrazione poco trasparente, che a quanto pare ha prodotto in ordine sparso: note spesa di Resca contestate dalla ragioneria, incarichi dati senza gare d’appalto a società a lui vicine, consulenze affidate a società non accreditate senza pubblicare in rete i contratti come previsto dalla legge e bandi per la gestione dei servizi di ristorazione che sono stati giudicati restrittivi della concorrenza e annullati dal Tar in quanto concessi sempre alle stesse società. Emerge con tutta evidenza che Ministro e direttore generale sprecano soldi pubblici per interessi personali ma nulla fanno per la promozione e conservazione di un inestimabile patrimonio che appartiene a tutti. Se Bondi è in imbarazzo, intervenga almeno Brunetta per impedire che i beni culturali italiani crollino perché affidati alla gestione clientelare di qualche fannullone”.

Nota della Redazione

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