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Politica Estera

La Parabola, geopolitica dell'unipolarismo statunitense

Di Fabrizio Di Ernesto 11 Luglio 2012 – 06:01 3 min di lettura

(ASI) Oggigiorno le guerre, oltre che con mezzi più o meno leciti, vengono vinte dalle forza in campo anche grazie ad una propaganda sempre più sottile ed accurata da parte dei media asserviti di tutto il mondo. Lo schema è semplice: c'è sempre un buono, di solito il filo statunitense di turno, ed il cattivo, ostile agli Usa di cui però magari fino a pochi mesi prima era fiero alleato.

La realtà però difficilmente coincide con questo schema precostituito ma anzi quasi sempre è l'esatto ocntrario anche se ormai le persone sono talmente assuefatte al pensiero unico dominante che prende per buono tutto quello che gli viene raccontato, a partire dalla favola degli americani liberatori disinteressati di mezzo mondo.

Si è, fortunatamente, preoccupato di squarciare il velo di ipocrisia che circonda questa versione il giovane analista Giacomo Gabellini nel suo libro "La Parabola – geopolitica dell'unipolarismo statunitense". Analizzando gli ultimi 20 anni della storia mondiale, ovvero dagli anni di Bush padre fino ad arrivare a quelli attuali di Obama l'autore ripercorre tutte le guerre che hanno visto in campo gli Usa ed il suo braccio armato politicamente corretto, la Nato, per permettere a Washington di controllare tutto il mondo e soprattutto la gran parte delle risorse energetiche mondiali.

Partendo dalla prima guerra del Golfo, 1991, fino ad arrivare alla (falsa) primavera araba dello scorso anno citando in modo dettagliati fatti e fonti lo scrittore svela le tante menzogne raccontateci dagli Usa e dai media loro complici per spingerci non solo ad accettare guerre utili e funzionali non solo ai loro interessi ma anche a fare il tifo per i loro camerieri, magari colpevoli delle peggiori nefandezze ma funzionali al loro progetto egemonico quindi scaricati una volta diventati superflui.

Pur analizzando il periodo relativo alla fine della guerra fredda ed agli anni successivi a questi il libro risulta essere una sorta di sunto di tutta la politica estera della (presunta) democrazia americana che abituata a considerare tutto il mondo come territorio di proprio interesse sembra quasi rientrare nel campo della politica interna.

Dalla Jugoslavia al corno d'Africa passando per il vicino e medio oriente non c'è stato negli anni un solo teatro di guerra dove il ruolo degli Usa nella preparazione dei disordini e nel successivo svolgersi del conflitto sia stato anche solo marginale; anzi per meglio assecondare la loro sete di conquista la Casa Bianca ha perfino convinto i paesi alleati ad accettare modifiche radicali nella natura del Patto Atlantico guadagnandosi così una vasta libertà di movimento ed utilizzando la Nato ogniqualvolta il lavoro da svolgere era troppo sporco anche per loro.

Tomo non troppo voluminoso, circa 300 pagine, il libro ha il pregio di essere molto coinvolgente tanto da lasciare l'appassionato di temi geopolitici immerso nella lettura fino alla fine, anche perché l'analista ha saputo rendere la narrazione molto fluida ed anche chi si dovesse avventurare per la prima volta in questo genere di letture potrà facilmente capirne il senso ed uscirne culturale arricchito.

Forse potremmo sembrare di parte ma crediamo che questo piccolo manuale di storia post-contemporanea andrebbe studiato nelle scuole per preparare davvero i giovani a capire il mondo aprendo gli occhi su tutto ciò che li circonda.

G. Gabellini "La Parabola – geopolitica dell'unipolarismo statunitense" Anteo edizioni pagg.305; 25,00 euro

Fabrizio Di Ernesto Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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