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(ASI) La Camera Bassa del Parlamento russo (Duma) ha approvato in prima lettura un disegno di legge, che definisce “agenti stranieri” le organizzazioni non governative (Ong) e non commerciali russe finanziate dall'estero e impegnate in “attività politiche”. Il documento, che finora ha animato accesi dibattiti, tiene conto dell’esperienza internazionale, introducendo leggi analoghe a quelle americane risalenti al 1938.

Il progetto di legge è passato a larga maggioranza, ottenendo il voto favorevole non solo del partito promotore, Russia Unita, ma anche dei parlamentari del Partito Comunista e del Partito Social Democratico, inizialmente contrari. In pratica a suo favore hanno votato tre dei quattro gruppi parlamentari: solo quattro deputati hanno votato contro, un deputato si è astenuto. Il gruppo parlamentare del Partito “Russia Giusta” non ha partecipato al voto. Già dal prossimo 13 luglio, il disegno di legge potrà essere esaminato in seconda lettura. Se approvata, la nuova legge passerà all’esame alla Camera Alta del Parlamento russo, che poi la sottoporrà, per la firma, al Presidente della Federazione Russa.

Nelle intenzioni dei promotori, la legge punta alla salvaguardia della società russa da influenze esterne e da eventuali tentativi di sovvertire in modo non democratico l'assetto politico e istituzionale della Federazione Russa. Oggi in Russia operano ben 230.000 strutture non-commerciali straniere e Ong, circa un terzo delle quali (più di 75.000) sono, per così dire, un “mistero”: si sottraggono ad ogni controllo delle autorità statali e del Fisco, non presentano bilanci o rendiconti né tanto meno dichiarano da dove o da chi provengano i loro finanziamenti. Ora il Ministero della Giustizia sta provvedendo alla loro chiusura. Per i rimanenti due terzi (circa 150.000), le Ong presentano rendiconti delle loro spese, ma da questi non sempre è chiara la reale attività da esse svolta. Il 70 % dei fondi che queste strutture ricevono dall’estero, vengono direttamente dai bilanci statali di vari paesi. Al resto provvedono società internazionali e privati. Con il presente disegno di legge ci si propone di controllare tutti i fondi provenienti dall'estero. Il sospetto delle Autorità russe è che i fondi provenienti da Stati (principalmente gli USA) o singoli “donatori” (il finanziere ebreo ungaro-statunitense George Soros, tra gli altri) solo apparentemente siano destinati ad attività benefiche e assistenziali, ma in realtà servano a finanziare e promuovere attività politiche sovversive, allo scopo di influire sullo Stato e sull'opinione pubblica russa e determinare così improvvisi cambiamenti di Governo e di assetti istituzionali con metodi e modalità non democratici. L'esperienza recente ha insegnato molte cose, e si sa quanto interesse avessero per esempio gli USA e gli Stati occidentali satelliti a sostenere economicamente le Ong e le (ad esse connesse) rivoluzioni “arancione” (Ucraina), “verde” (Paesi islamici), il cui vero scopo era quello di provocare la caduta dei Governi legittimi e sostituirli con altri uomini e istituzioni più morbidi e allineati alle strategie egemoniche del Potere mondialista. Il gioco è riuscito in Georgia e in Libia, ma non in Ucraina né – come pare – in Siria. Si attendono conferme.

Redazione Agenzia Stampa Italia

 

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