(ASI) Nonostante i, presunti, buoni risultati ottenuti dal governo ultraliberista di Javier Milei in Argentina un candidato unitario che rappresenti l'intero blocco peronista otterrebbe il 40,3% dei voti, contro il 26% del presidente Javier Milei, alle elezioni del 2027.
Questo il dato che emerge dall’ultimo sondaggio pubblicato dal quotidiano locale “Monitoraggio Politico”, realizzato dalla società di consulenza InteligenciaAnalítica, che evidenzia un calo del gradimento del presidente e uno scenario elettorale sfavorevole per il partito al governo, La Libertad Avanza.
Lo studio evidenzia come l'immagine positiva del capo di Stato argentino sia diminuita dell'1,4%, mentre il suo indice di gradimento negativo è aumentato di un punto percentuale, raggiungendo il 60,9%; un dato che rappresenta il più alto tasso di disapprovazione dall'inizio della sua presidenza, raggiunto a maggio, una tendenza che la società di consulenza attribuisce attualmente al sostegno del presidente al capo di gabinetto Manuel Adorni, criticato per le incongruenze tra le sue spese personali e il suo stipendio.
Il sondaggio d'opinione identifica nella corruzione il principale problema del Paese, registrando un aumento dello 0,8% nelle citazioni da parte degli intervistati;la disoccupazione si colloca al secondo posto tra le preoccupazioni della popolazione, nonostante un calo dello 0,3%.
Per quanto riguarda le aspettative economiche a breve termine, il 50,4% degli intervistati ha dichiarato che la propria situazione finanziaria personale sarà peggiore entro sei mesi, con un aumento dello 0,9% in questa risposta. Al contrario, il 20,8% prevede miglioramenti e il 22,3% ritiene che la propria situazione rimarrà invariata.
In ambito elettorale, il sondaggio ha analizzato diversi scenari politici in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Interpellaata su uno scenario ipotetico in cui l'ex presidente Cristina Fernández de Kirchner (attualmente in carcere e impossibilitata a candidarsi) si presentasse alle elezioni, quest'ultima sarebbe in vantaggio sull'attuale presidente con il 36,4% contro il 35,2% di Milei; in un confronto diretto con il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, l'attuale presidente vincerebbe con il 34,1% contro il 32,5% del candidato peronista.
Per quanto riguarda lo scenario previsto per il primo turno delle elezioni del 2023, le intenzioni di voto per l'ex ministro dell'Economia e candidato alla presidenza Sergio Massa rimangono invariate al 36,3%, mentre Javier Milei ottiene il 32%. In una simulazione del ballottaggio dello stesso anno, il leader del Fronte del Rinnovamento raggiunge il 40,6% dei consensi, con un aumento di 0,3 punti percentuali, mentre l'attuale presidente perde 0,9 punti, attestandosi al 41,1%.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



