(ASI) Negli ultimi anni il quadro politico europeo ha subito una trasformazione piuttosto profonda. In gran parte dei Paesi membri dell’Unione Europea, governi conservatori, popolari o di centrodestra hanno conquistato o consolidato il potere, modificando progressivamente gli equilibri politici del continente.
Secondo la composizione aggiornata del Consiglio europeo e dei governi nazionali dei 27 Stati membri, la maggioranza degli esecutivi UE è oggi guidata da forze appartenenti al Partito Popolare Europeo (PPE), ai Conservatori europei (ECR) o ad alleanze di centrodestra.
Il cambiamento non è avvenuto in modo improvviso, ma attraverso una serie di elezioni nazionali che, dal 2022 in avanti, hanno progressivamente rafforzato i partiti conservatori e sovranisti. Un passaggio centrale è stato rappresentato anche dalle elezioni italiane del settembre 2022, che hanno portato al governo la coalizione di centrodestra guidata da Giorgia Meloni. Con Fratelli d’Italia, membro del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, l’Italia è diventata uno dei principali riferimenti politici della destra europea.
In Svezia, le elezioni del 2022 hanno consentito la nascita di un governo sostenuto dai Democratici Svedesi, partito nazional-conservatore. In Finlandia, nel 2023, il Partito di Coalizione Nazionale ha formato un governo con la partecipazione dei Veri Finlandesi, forza della destra euroscettica. Anche nei Paesi Bassi il quadro politico è cambiato sensibilmente dopo le elezioni del novembre 2023, vinte dal Partito per la Libertà. In Ungheria continua invece dal 2010 il governo guidato da Viktor Orbán, leader di Fidesz, partito nazional-conservatore spesso in contrasto con Bruxelles. Secondo gli studiosi, la crescita delle forze conservatrici è legata a fattori economici, energetici e migratori emersi dopo la pandemia, alla guerra in Ucraina, all’aumento dell’inflazione
Il rafforzamento del centrodestra si è riflesso anche nelle istituzioni europee. Dopo le elezioni europee del giugno 2024, il PPE è rimasto il primo gruppo dell’Europarlamento, mentre i Conservatori europei e Identità e Democrazia (ID) hanno aumentato il loro peso politico. Questo ha contribuito a spostare il dibattito europeo verso temi come controllo delle frontiere, sicurezza, revisione del Green Deal e difesa comune europea.
Nonostante ciò, il panorama europeo resta comunque molto eterogeneo. In Spagna governa ancora una coalizione guidata dal socialista Pedro Sánchez; in Germania il cancelliere Olaf Scholz guida un governo di centrosinistra con socialdemocratici, Verdi e liberali; in Francia Emmanuel Macron mantiene una posizione centrista, pur in un contesto segnato dalla crescita del Rassemblement National di Marine Le Pen.
Alla luce dell’attuale assetto, la nuova geografia politica europea sta quindi ridefinendo anche i rapporti di forza a Bruxelles. Il PPE continua a rappresentare il principale punto di equilibrio dell’Unione, ma il crescente peso dei governi conservatori e sovranisti sta influenzando sempre più le scelte politiche dell’UE su economia, immigrazione, energia e politica estera.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia



