(ASI) Le autorità cubane hanno denunciato che l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump sta creando artificiosamente una narrativa atta a giustificare l'escalation delle sanzioni, la guerra economica e un possibile intervento militare contro la nazione caraibica.
“Senza alcuna giustificazione legittima, il governo statunitense sta costruendo, giorno dopo giorno, un caso fraudolento per giustificare la spietata guerra economica contro il popolo cubano e l'eventuale aggressione militare”, ha spiegato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez in un messaggio pubblicato sui suoi profili social sottolineando come “alcuni organi di stampa stanno facendo il loro gioco, promuovendo calunnie e diffondendo insinuazioni provenienti dallo stesso governo statunitense”.
Dopo aver ribadito che “Cuba non minaccia né desidera la guerra”, il ministro ha sottolineato che il suo Paese “difende la pace ed è pronto a fronteggiare qualsiasi aggressione esterna nell'esercizio del suo diritto all'autodifesa, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite”.
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri cubano sono giunte dopo che il sito di notizie statunitense Axios ha riportato, sulla base di presunte informazioni riservate, che Cuba avrebbe acquisito oltre 300 droni militari.
Secondo lo stesso articolo, le autorità cubane avrebbero discusso piani per utilizzare i droni, in caso di attacco militare statunitense, contro la base navale illegale di Guantanamo o contro navi militari coinvolte in un potenziale attacco al territorio cubano.
Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío ha affermato che “il tentativo anti-cubano di giustificare, senza alcuna scusa, un attacco militare contro Cuba si sta intensificando di ora in ora, con accuse sempre più inverosimili”.
Da oltre 60 anni Cuba è visto come un pericolo dalla Casa Bianca che da anni sogna di risolvere il problema non è quindi da escludere l’ennesima guerra di conquista scatenata contro la popolazione civile e quei paesi che non si piegano al regime statunitense, con il complice silenzio del mondo occidentale.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



