(ASI) In Colombia è scontro tra il presidente Gustavo Petro e la Banca centrale (Bcc); il primo mandatario del paese indiolatino ha infatti accusato l’istituto di “tentare di uccidere l’economia del paese” a cusa dell’aumento dei tassi d’interesse. Lo stesso Petro nei giorni scorsi aveva auspicato una riduzione dei tassi per rilanciare l'economia, ha denunciato che il consiglio di amministrazione dell'istituto di credito “sta cercando di aumentare i profitti dei detentori del debito pubblico, che sono gli stessi banchieri”.
Il capo dello Stato ha poi aggiunto attraverso il popolare social X: “La posizione dei quattro membri del consiglio di amministrazione della Banca della Repubblica è assolutamente assurda. Mettere a rischio il tenore di vita della popolazione colombiana e i loro posti di lavoro”, ricordando poi che questo tipo di decisioni trasferiscono i costi sul bilancio statale e, di conseguenza, sui cittadini.
Il politico colombiano ha indicato che la base tecnica per la decisione presa dal consiglio di amministrazione della Bcc è stata un sondaggio condotto su 26 figure chiave “sono i proprietari delle banche. La Banca Centrale della Colombia (Banco de la República) ha perso la sua vera indipendenza”.
Nel suo post ha poi affermato che questa è “una posizione politica di opposizione” e che in questo modo i banchieri “stanno facendo pagare al popolo i loro profitti attraverso il bilancio nazionale”, sottolineando come l'inflazione non sia determinata principalmente dalla quantità di denaro in circolazione nell'economia, ma dalle fluttuazioni dei prezzi dei generi alimentari e di altri prodotti e dal conseguente impatto sul potere d'acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie.
Lo scontro tra la presidenza e il consiglio di amministrazione della Banca Centrale della Colombia (Bcc) avviene a due mesi dalle elezioni presidenziali, in cui Iván Cepeda, candidato del Patto Storico (il partito di Petro), è considerato il favorito. Le dichiarazioni di Petro sono giunte dopo che il consiglio direttivo ha deciso di aumentare il tasso di interesse di 100 punti base e ha indetto un dibattito pubblico sull'orientamento della politica monetaria. La decisione ha spinto il ministro delle Finanze Germán Ávila ad abbandonare la riunione del consiglio.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



