(ASI) Il grave episodio avvenuto a Modena lo scorso 16 maggio, ha aperto un nuovo fronte di tensione all’interno della maggioranza di governo, sul tema della sicurezza urbana e dell’immigrazione.
La proposta rilanciata dalla Lega, riguarda l’introduzione della revoca del permesso di soggiorno per gli stranieri che commettono reati gravi, con conseguente espulsione immediata dal territorio italiano. Proposta che però ha trovato il freno di Forza Italia e in particolare del vicepremier Antonio Tajani, in relazione ai fatti di Modena, in quanto attualmente il principale indagato è cittadino italiano: Salim El Koudri, 31 anni, nato a Bergamo e in possesso della cittadinanza italiana, accusato di strage e lesioni aggravate.
Nelle ore successive all’episodio, la Lega ha diffuso una nota annunciando che Matteo Salvini avrebbe incaricato un gruppo di giuristi di elaborare nuove proposte normative sulla sicurezza. Tra queste emerge una misura analoga al modello della patente a punti, ma riportata ai permessi di soggiorno degli stranieri che commettono reati gravi. Secondo il partito, il permesso di soggiorno rappresenta un atto di fiducia dello Stato italiano e, in caso di violazioni gravi, dovrebbe essere revocato con espulsione immediata.
Il leader del Carroccio ha inoltre richiamato una proposta di legge già depositata alla Camera, a prima firma del deputato Igor Iezzi, che punta alla revoca della cittadinanza italiana nei confronti di stranieri naturalizzati, ossia quelle persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana dopo essere nate all’estero, in caso si rendano responsabili di reati particolarmente gravi.
La replica di Antonio Tajani è arrivata ieri, durante il congresso regionale di Forza Italia in Calabria. Rispondendo a una domanda sulla proposta leghista, il ministro degli Esteri ha sottolineato che «chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano». Una precisazione che ha avuto l’effetto di raffreddare immediatamente il dibattito interno alla maggioranza, riportando l’attenzione sulla specificità del caso modenese. Sulla stessa linea, anche altri esponenti del governo hanno invitato alla cautela. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha infatti dichiarato che decisioni di questo tipo non possono essere prese “sull’onda dell’emotività”, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che, nel caso specifico di Modena, si starebbe parlando soprattutto di una situazione collegata a un possibile disagio psichiatrico.
Tensioni che restano dunque sopite, in attesa di conoscere meglio le motivazioni che hanno spinto il giovane a compiere un atto così folle. Le indagini proseguono per far luce sui fatti.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia



