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Politica Estera

Instabilità politica in Bulgaria: verso l’ottava elezione in quattro anni

Di Carlo Armanni 13 Gennaio 2026 – 10:35 2 min di lettura

(ASI) La più grande forza politica bulgara, rappresentata dalla coalizione di centro-destra GERB-SDS, ha rifiutato il mandato per formare un nuovo governo bulgaro, portando di fatto il Paese verso nuove elezioni anticipate.

La decisione è maturata nel contesto della crisi politica a Sofia, aggravata da mesi di proteste popolari e tensioni parlamentari, dovute anche all’impasse nella formazione di coalizioni stabili.

La crisi politica si apre in seguito alle dimissioni di Rosen Zhelyazkov esponente GERB ed ex primo ministro bulgaro, come risposta conseguente alle numerose settimane di intense proteste e manifestazioni di massa, contro la corruzione e una proposta di legge di bilancio considerata sin da subito impopolare e poco trasparente, in particolare per quanto riguardava le misure fiscali e il presunto legame con interessi consolidati. A questo punto il Presidente Rumen Radev, come da Costituzione bulgara, ha dato mandato al primo ministro uscente di cercare di trovare una coalizione stabile per governare ed evitare le elezioni anticipate, ma Zhelyazkov ha immediatamente rifiutato il mandato. A questo punto la Costituzione prevede che il capo dello Stato offra analoghi mandati, in sequenza, alla seconda e alla terza forza politica presente in parlamento. Nel caso in cui nessuna forza politica riesca a ottenere una maggioranza, il presidente scioglie l’Assemblea e indice elezioni anticipate entro i termini di legge.

Il secondo partito chiamato a stabilizzare il Paese è la coalizione PP-DB, ma le dichiarazioni dei leader suggeriscono però, che anche questa formazione potrebbe seguire la stessa linea del rifiuto, data la mancanza di un blocco parlamentare coerente e numericamente sufficiente.

Si avvicina così, l’unica opzione valida per il Presidente Radev, ossia lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale e la convocazione di nuove elezioni parlamentari, che sarebbero le ottave in quattro anni in Bulgaria. Una frequenza particolarmente elevata, che è sintomo di una persistente instabilità politica che accompagna la Bulgaria da anni. La situazione resta pertanto molto fluida: nei prossimi giorni il presidente Radev dovrà decidere se affidare ufficialmente il mandato a PP-DB oppure ad altre formazioni, e infine procedere allo scioglimento del parlamento e al ritorno alle urne. Questo scenario riflette una profonda difficoltà nel costruire alleanze politiche durature, criticità che si va a sommare alle esigenze di una società che reclama cambiamenti sostanziali nelle istituzioni e che desidera una stabilità politica per affrontare le nuove sfide, come la recente adozione dell’euro nel Paese.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

 

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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