Gaza, missile su centro distribuzione acqua: 10 morti, tra cui bambini. La crisi umanitaria peggiora

(ASI) Gaza  - Un missile israeliano ha colpito ieri un punto di approvvigionamento idrico nella Striscia di Gaza, provocando almeno dieci vittime, tra cui diversi bambini. La tragedia si è consumata sotto il sole cocente, mentre numerosi civili – giovani e anziani – erano in fila per rifornirsi di acqua potabile. Secondo fonti locali, si è trattato di un vero e proprio massacro, che riaccende le polemiche sulla crisi in Palestina.

Alcuni osservatori si interrogano sulla reale natura dei siti colpiti, ipotizzando che possano essere considerati obiettivi strategici camuffati, in uno schema di violenza sistematica da parte di Israele ai danni della popolazione civile. I palestinesi, già ridotti alla fame e alla sete, si ritrovano costretti a rischiare la vita per accedere a beni di prima necessità.

La crisi umanitaria ha raggiunto livelli estremi: nella Striscia manca acqua, carburante, cibo e servizi igienico-sanitari. Gli impianti di desalinizzazione e depurazione sono inattivi da settimane. Organizzazioni come Medici Senza Frontiere e Amnesty International denunciano l’estrema pericolosità dei nuovi punti di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF). Secondo MSF, più di 500 persone sono state uccise e circa 4.000 ferite nel tentativo di ottenere aiuti, definendo questi centri come un “massacro celato”.

Sul piano diplomatico, le trattative di Doha risultano in stallo. Il primo ministro israeliano Netanyahu insiste nel voler “eliminare la minaccia terroristica” nella Striscia, mentre Hamas dichiara che non abbandonerà le proprie posizioni, chiedendo il ritiro totale di Israele dai territori palestinesi. La distanza tra le due visioni lascia poco spazio a soluzioni di pace duratura.

La situazione nei centri di distribuzione alimentare è drammatica e i civili muoiono nel tentativo di sopravvivere. A Gaza si contano centinaia di vittime ogni giorno. Ospedali e infrastrutture sanitarie sono quasi del tutto distrutti, e i palazzi ridotti a macerie. La popolazione soffre la fame e i bambini muoiono di malnutrizione, abbandonati in una guerra che sembra non avere fine né senso.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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