Carbonio, contro i dazi Usa il Brasile punta Ue e Cina

(ASI) Non c’è dubbio che i dazi posti dall’amministrazione Usa di Donald Trump abbiano messo in subbuglio l’economia mondiale tanto che ogni singolo Stato sta cercando di correre ai ripari. In tal senso da segnalare che il governo brasiliano sarebbe intenzionato a presentare una proposta di integrazione tra i mercati del carbonio di Brasile, Unione Europea, Cina e California (Stati Uniti) nel corso della 30esima Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (Cop30), in programma a novembre nella città amazzonica di Belém. 

Per il governo carioca questa potrebbe essere una grande opportunità, tanto che secondo il vicesegretario esecutivo del ministero delle Finanze Rafael Dubeux la proposta è già in fase di discussione tra i Paesi interessati e andrà oltre le tradizionali procedure di negoziazione. “Non intendiamo affrontare la proposta come una tradizionale conferenza negoziale, perché richiederebbe l'unanimità dei Paesi partecipanti per l'approvazione. L'idea è invece quella di formare una coalizione di Paesi disposti a integrarsi”, ha sottolineato. Ovviamente si lascerebbe anche ad altri paesi la possibilità di aderire anche in un secondo momento.

Alla fine dello scorso anno il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha promulgato la legge che istituisce il sistema brasiliano di scambio di quote di emissione di gas serra (Sbce), considerata una delle priorità del piano di trasformazione ecologica delministero delle Finanze per i prossimi due anni.  Nello specifico questa dà vita al mercato brasiliano del carbonio, che sarà regolamentato attraverso un sistema di limiti e scambi per compensare le emissioni con l'acquisizione di crediti di carbonio. Il meccanismo crea incentivi finanziari affinché legrandi industrie promuovano investimenti verso l'obiettivo “zero emissioni”.

Fabrizio Di Ernesto  per Agenzia Stampa Italia

 

 

Foto creata con AI  Gemini,

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