Cina. Crescono consumi e investimenti fissi nei primi due mesi, trainano vendite online e manifattura

(ASI) Nei primi due mesi del 2024, l'economia cinese è tornata a correre. È quanto emerge in particolare da due dati importanti, diffusi oggi in conferenza stampa dal Dipartimento Nazionale di Statistica tramite il portavoce Liu Aihua e riportati da Xinhua.

Le vendite al dettaglio di beni di consumo sono cresciute del 5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e, sempre su base annua, gli investimenti in capitale fisso hanno registrato un incremento del 4,2%.

Si tratta di due voci significative tra i fondamentali del Dragone: da un lato, infatti, arriva un segnale positivo dal mercato dei consumi, traino della crescita economica cinese da ormai diversi anni; dall'altro giunge invece la conferma del buono stato di salute degli investimenti in immobilizzazioni.

Nel primo bimestre del 2023, il tasso di crescita delle vendite al dettaglio dei beni di consumo si era fermato al 3,5%, nonostante il positivo impatto dell'abbandono della politica zero-Covid e delle misure più stringenti messe in campo in varie fasi tra il 2020 e il 2022 nel quadro delle politiche di contenimento epidemiologico.

Il dato è piuttosto omogeneo tra aree urbane (+5,5%) e aree rurali (+5,8%). In particolare sono le vendite al dettaglio online (+15,3%) a trainare la tendenza: tra queste, quelle dei beni fisici sono aumentate del 14,4% e rappresentano il 22,4% del totale delle vendite al dettaglio dei beni di consumo. Bene anche la crescita delle vendite al dettaglio dei servizi (+12,3%).

Gli investimenti hanno totalizzato nel bimestre un volume pari a 5.084,7 miliardi di yuan, pari grossomodo a 717 miliardi di dollari. Le note positive non giungono soltanto da quelli in capitale fisso ma anche dagli investimenti nella manifattura, che fanno segnare un +9,4% su base annua, ovvero il 2,3% in più rispetto al rialzo registrato nello stesso periodo del 2023. Segue l'edilizia infrastrutturale, altro settore fortemente strategico nell'ambito della politica economica del governo, che vede lo stesso dato crescere del 6,3%; lo 0,4% in più rispetto al tasso del primo bimestre dello scorso anno.

Numeri importanti sono anche e sopratutto quelli che provengono dall'area dei nuovi motori di sviluppo, con gli investimenti nei settori hi-tech in crescita del 9,4% nei primi due mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Nel complesso, gli investimenti fissi nel settore privato sono cresciuti dello 0,4% invertendo la contrazione osservata nel 2023: tra i vari comparti presi in esame ce ne sono alcuni in forte ascesa come l'alberghiero, la ristorazione, i trasporti e la stessa manifattura, tutti con incrementi a doppia cifra.

A questo riguardo, anche sulla spinta degli incentivi fiscali mirati approvati da Pechino nel corso degli ultimi anni e rafforzati nella fase di ripresa post-pandemica, a gennaio e febbraio sono nettamente aumentati su base annua gli investimenti nella modernizzazione tecnologica del comparto manifatturiero (+15,1%). Un vero e proprio boom è poi quello fatto segnare dagli investimenti in energia solare (+46,4%) ed un risultato confortante arriva anche da quella eolica (+17,7%).

Tra settembre 2021 ed agosto 2022, nel Paese si erano verificati ripetuti cali o interruzioni nella fornitura di energia elettrica in diverse aree industriali a causa della carenza di carbone per alimentare le centrali elettriche di vecchia generazione ancora presenti, colpendo in particolare produzioni ad alta intensità energetica come l'acciaio, l'alluminio e il cemento. Non si è trattato di un fenomeno inedito in Cina, dal momento che una situazione persino peggiore era già capitata nell'inverno del 2011, a causa di forti tempeste di neve che avevano bloccato le forniture di carbone e danneggiato alcune reti elettriche.

Anche per questo, Pechino sta ormai puntando da molto tempo sulla diversificazione del mix energetico attraverso massicci piani statali finalizzati ad incrementare il contributo delle fonti rinnovabili al soddisfacimento della domanda nazionale ma anche incentivi e sgravi in favore degli investimenti privati affinché le aziende possano dotarsi di impianti e soluzioni sostenibili.

E proprio le infrastrutture di approvvigionamento e distribuzione registrano - fa sapere il Dipartimento di Statistica - investimenti in forte crescita nei primi due mesi dell'anno: +32,7% nel settore della produzione e fornitura di energia e riscaldamento, +13,7% in quello della gestione idrica.

 

Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia

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