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Politica Estera

Iran: Embargo totale petrolio entro luglio 2012

Di Alessandro Bulletti 24 Gennaio 2012 – 12:40 2 min di lettura

(ASI) “Tenuto conto della preoccupazione crescente verso il programma nucleare dell'Iran, il Consiglio ha allargato la portata delle misure restrittive contro questo paese”. Così inizia il comunicato dove vengono presentate le conclusioni generali del Consiglio Ue che ieri ha approvato le sanzioni contro l'Iran.

"Il Consiglio- si continua a leggere- ha vietato le importazioni di petrolio grezzo e di prodotti petroliferi. L'embargo riguarda l'importazione, l'acquisto e il trasporto di questi prodotti così come delle attività dei settori delle banche e delle assicurazioni che vi si rapportano. I contratti già conclusi - precisa il testo – potranno continuare ad essere esercitati fino al 1 luglio 2012. Un riesame delle misure concernenti il petrolio e i suoi derivati avrà luogo entro il primo maggio 2012. Il Consiglio ha vietato anche le importazioni verso la Ue di prodotti petrolchimici provenienti dall'Iran così come le esportazioni verso questo Paese di equipaggiamenti e tecnologie essenziali per questo settore. E' anche vietato realizzare nuovi investimenti in un'impresa petrolchimica iraniana o di associarsi con essa nel quadro di una co-impresa. I ministri hanno anche congelato i beni della banca iraniana nella Ue, assicurando che il commercio legittimo possa proseguire sotto il rispetto di condizioni molto ristrette”.

A seguito del sì dei 27 Paesi UE a favore dell'embargo stipulato contro Teheran, sono state diverse le reazioni alla decisione del Consiglio Europeo.
Mohammad Kossari, vice-capo del comitato parlamentare per gli affari esteri e la sicurezza nazionale iraniana, ha annunciato che, dopo l'interruzione della vendita del greggio, aumenterebbero le possibilità di un eventuale chiusura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran. Secondo il ministro dell'Intelligence iraniana, Heidar Moslehi, invece le sanzioni agevolerebbero ulteriormente il Paese. "Questi provvedimenti- afferma il Ministro- hanno portato benefici all'Iran, rendendolo economicamente autosufficiente. L'economia mondiale è talmente diversificata che il nuovo embargo petrolifero deciso dall'Unione europea nei confronti della Repubblica islamica sarà inefficace".

Da Mosca anche il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha espresso le proprie perplessità in merito alle nuove disposizioni dell'Ue, dichiarando: "Le sanzioni unilaterali non aiutano. Inviteremo tutti ad astenersi da iniziative dure e cercheremo di far riprendere i negoziati. E' ovvio che quello che sta succedendo è un tentativo di punire la Repubblica Islamica con pressioni e diktat. Per Mosca questa è una linea profondamente sbagliata, come abbiamo detto più di una volta ai nostri partner europei”.
Diversa, invece, è la posizione del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha visto con favore le restrizioni e le decisioni prese dal Consiglio. "Le restrizioni- afferma il Primo Ministro- sono un passo avanti verso la giustizia ma non sono ancora sufficienti per scongiurare la minaccia. Per ora, è impossibile conoscere quale sarà il risultato di queste misure. Ma occorre una pressione forte e rapida. In ogni caso le sanzioni devono essere valutate a seconda dei risultati che si otterranno”.

Nota della Redazione

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