Cina. Ancora giù tasse e oneri per PMI e autonomi, nuovi spacci di beni nelle città più grandi

139050386 15892813562371n(ASI) Nella giornata di lunedì, l'Ufficio Generale del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese ha presentato le nuove linee-guida per stimolare il potenziale del Paese in termini di consumi tramite una serie di misure pensate allo scopo di affrontare le strozzature di breve termine e potenziare la vitalità di lungo termine dei consumi, come riporta Xinhua.

Nel comunicato pubblicato dallo stesso Consiglio di Stato, che sintetizza la circolare diramata ieri, si menziona esplicitamente l'urgenza di attuare in profondità un nuovo piano di riduzione di tasse e oneri in favore del settore manifatturiero, delle micro e piccole imprese e del lavoro autonomo attraverso piani di ottimizzazione nella gestione del credito verso tutti quei settori e quelle aziende colpite duramente dalla pandemia.

Nell'immediato, l'obiettivo è stabilizzare le forniture e i prezzi dei beni di consumo. In questo caso, le indicazioni del Consiglio di Stato prevedono l'apertura calibrata di una serie di magazzini multifunzionali alle aree periferiche delle città di medie e grandi dimensioni. Così facendo tutti i centri urbani più popolosi potranno disporre di uno spaccio di forniture quotidiane, senza che la circolazione dei beni di consumo venga ostruita o interrotta.

Nel primo trimestre di quest'anno, infatti, i consumi si sono nuovamente confermati al primo posto tra i motori di sviluppo del Paese con un contributo alla crescita del PIL pari al 69,4%, in aumento del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A marzo, però, la recrudescenza del Covid, con la comparsa della variante Omicron in diverse città cinesi ha già generato un calo delle vendite al dettaglio dei beni di consumo pari al 3,5% su base annua.

Dopo i disagi verificatisi dieci giorni fa a Shanghai, da oltre tre settimane chiusa nel suo primo lockdown in assoluto, quando i ritardi nelle consegne dei pacchi alimentari in alcuni compound residenziali avevano indispettito e snervato i cittadini coinvolti, sono emerse alcune delle criticità intrinseche ad una strategia sanitaria efficace ma molto rigida, come quella del Covid-zero, adottata da Pechino sin dai primi mesi di pandemia.

Come anticipato, tuttavia, quello di rilanciare e stimolare ulteriormente i consumi non è un compito pensato solo per le criticità congiunturali. Ora che - come spiegato a Xinhua da Fu Linghui, portavoce del Dipartimento Nazionale di Statistica - il settore sta rimbalzando per effetto del miglioramento della situazione epidemica e del conseguente allentamento delle misure di contrasto alla diffusione del contagio, Pechino ha ritenuto determinante imprimere un'ulteriore spinta in avanti nel segno della riforma strutturale dell'offerta, stella polare delle politiche del governo sin dal 2015, quando la trasformazione del modello di sviluppo del Paese raggiunse uno step significativo, con i servizi per la prima volta al di sopra del 50% nella composizione per settori del PIL.

Da allora defiscalizzazione, semplificazione e - specie a seguito della pandemia - agevolazione del credito sono le parole d'ordine che caratterizzano le politiche fiscali e monetarie del primo ministro Li Keqiang. Tra il 2016 e il 2021 si calcola un taglio complessivo di tasse ed oneri per 8.600 miliardi di yuan (1.228 miliardi di euro): una mole di riduzione talmente grande da ridurre il gettito fiscale al di sotto del 20% del PIL già alla fine del 2020 (19,8%), contro una media OCSE del 33,5%, per poi tornare a salire lo scorso anno sino al 20,9%, un valore comunque molto più basso rispetto alle principali economie dell'Eurozona e inferiore persino agli Stati Uniti.

Per quest'anno, come indicato ad inizio marzo in occasione dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il governo intende raggiungere quota 2.500 miliardi di yuan (357 miliardi di euro) tra tagli fiscali e rimborsi d'imposta, tutti destinati direttamente alle imprese. Nel dettaglio, il rapporto presentato il mese scorso prevede: un'ulteriore riduzione del 50% dell'imposta sul reddito per le aziende con imponibile annuo compreso tra 1 e 3 milioni di yuan; il sostegno al settore manifatturiero e la completa risoluzione della questione dei rimborsi fiscali in favore di produzione, ricerca scientifica e servizi tecnici, protezione ecologica, elettricità e gas, trasporto ed altri settori con crediti d'imposta; sostegno finanziario diretto del governo agli enti locali tramite sussidi.

Tornando alla circolare diramata ieri, invece, per stabilizzare i consumi viene conferita particolare importanza ad alcuni ambiti specifici, tra cui beni fisici, sanità, assistenza agli anziani, servizi all'infanzia, cultura e turismo, cittadine e contee, spingendo la popolazione verso nuove modalità di consumo che integrino la dimensione on-line e quella off-line. A questo scopo la circolare sottolinea che «dovrebbero essere ben organizzate una grande quantità di fiere ed esposizioni incentrate sul tema dei consumi».

Sarà inoltre necessario, secondo le linee-guida, sviluppare in modo continuativo ed adeguato nuove piattaforme di consumo, come ad esempio un gruppo di centri di consumo regionali, migliorare le infrastrutture e l'ambiente dei servizi nonché rafforzare l'efficienza della circolazione di beni e la capacità di consumo attraverso sistemi e-commerce e logistici più funzionali, misure trans-regionali di prevenzione e controllo epidemiologico maggiormente connesse tra loro, una maggior fluidità dei canali di fornitura e l'accelerazione nella creazione di una rete logistica sparsa nel mondo affidabile ed efficiente.

Nell'ottica del rafforzamento della capacità di consumo delle famiglie, dovrebbero beneficiare dei tagli fiscali previsti anche i lavoratori dipendenti, in particolare quelli delle aree urbane e dei lavoratori immigrati (interni). Il governo promette di venire loro incontro creando un ambiente di consumo sicuro e meritevole di credito, abolendo le restrizioni al consumo, aggiornando il sistema di qualità dei beni di consumo, applicando politiche di concorrenza leale e riducendo ulteriormente le tariffe sui beni di consumo più richiesti.

 

Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia

 

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