(ASI) Ha generato non poca preoccupazione l’ azione compiuta, 24 ore fa, da Pechino. La Cina ha scelto di inviare un segnale forte al mondo, flettendo  così i suoi potenti muscoli. Ha voluto fare capire agli Usa, che hanno immediatamente risposto minacciando conseguenze e ai suoi partner di non “scherzare col fuoco”, stando alla larga dai suoi interessi legittimi.

 L'Esercito popolare di liberazione (Pla) ha deciso di inviare martedì "una flotta record di aerei da guerra" per condurre un'esercitazione attorno all'isola di Taiwan per un controllo più forte sullo Stretto e inviando anche "un segnale forte ai secessionisti dell’ isola e ai loro sostenitori occidentali in seguito alle recenti provocazioni, nonché all'attività di una portaerei Usa nella regione".

Un totale di 28 aerei. Vi sono stati tra questi 14 jet da combattimento J-16, sei J-11, quattro bombardieri H-6, due aerei di allerta KJ-500, un aereo da guerra elettronica Y-8 e un aereo anti-sottomarini. Tali mezzi hanno penetrato ieri la  zona di identificazione della difesa aerea sudoccidentale di Taiwan, arrivando a sorvolare il Canale di Bashi.

"Ciò ha segnato il maggior numero di aerei in un solo giorno nell'esercizio di routine della Pla nella regione da quando l'isola ha iniziato a tracciare e pubblicare attività simili da settembre 2020", ha aggiunto il tabloid del Quotidiano del Popolo, la 'voce' del Partito comunista cinese. L'esercitazione, che segue le conclusioni dei G7 dei leader in Cornovaglia, "è anche la prima su larga scala dopo la recente provocazione degli Stati Uniti all'invio di un aereo trasporto militare" a Taipei con il carico di 750.000 vaccini contro il Covid-19. Il G7, nel comunicato finale di domenica, aveva incluso per la prima volta parole a sostegno di Taipei nel suo comunicato, l'importanza "della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan", ribadendo "l'importanza di mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, che sia inclusivo e basato sullo stato di diritto".

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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