Martedì, 3 Novembre 2026
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Motori

WorldWCR, Roberta Ponziani si racconta a Misano: il sogno di una bambina oggi è realtà

Di Benedetta Orsini Federici 13 Giugno 2026 – 09:15 5 min di lettura

(ASI) Misano - Nel circuito di Misano, in pieno clima SBK, questo fine settimana c'è anche Roberta Ponziani. La pilota abruzzese, protagonista del WorldWCR, arriva sul tracciato romagnolo forte di un percorso che l'ha portata dai campionati nazionali al palcoscenico mondiale, diventando la prima e unica italiana a debuttare nella serie iridata femminile. Classe 1996, al terzo anno in sella alla Yamaha R7, Ponziani si presenta davanti al pubblico italiano con l'ambizione di continuare la sua crescita ai vertici della categoria.

Dopo il brillante quinto posto finale conquistato nel 2024 con il team MotoXRacing, la stagione del salto di qualità è arrivata con il Team Klint Forward Racing. E i risultati non hanno tardato ad arrivare: sul circuito di Cremona è arrivata la prima storica vittoria nel WorldWCR, al termine di un duello spettacolare con due riferimenti della categoria come Maria Herrera e Beatriz Neila. Un successo che ha confermato le ambizioni della pilota italiana, oggi pienamente inserita nella lotta per le posizioni che contano e determinata a inseguire il sogno del titolo mondiale.

Dentro al casco, però, c'è molto altro. C'è una ragazza che ha trasformato una passione in una carriera costellata di sacrifici, sfide e successi. Per questo, noi di Agenzia Stampa Italia abbiamo voluto incontrarla e farci raccontare non solo la sua esperienza nel mondiale femminile, ma anche il suo percorso umano. Ecco la nostra intervista per voi:

Roberta, come è nata la passione per le due ruote e quali sono state le esperienze o persone che hanno influenzato il tuo percorso professionale?

"La mia passione per le moto è nata quando avevo 9 anni, totalmente per caso perchè non ho nessuno in famiglia che segue le moto ed è appassionato. E' stata una passione nuova e casuale per me, iniziata passando davanti ad una pista di minimoto, che all'inizio in realtà era una pista di macchinine. Poi nel mio paese c'era un ragazzo che correva già in moto e per un periodo aveva adibito questa pista di macchinine a pista di minimoto ed era diventata la moda del paese. Una vera novità per Montorio al Vomano (TE). Tutti i ragazzini provavano e lo volevo fare anche io. Solo che all'inizio c'era mio padre che mi diceva che ero l'unica femmina e che era meglio non andassi. A girare in pista, però, c'era anche la nipote di questo ragazzo. Lei aveva fatto qualche gara e quindi io ho detto a mio padre che se lo faceva lei, lo potevo fare anche io. Quindi, da lì, ho iniziato, andavo abbastanza bene ed ero anche bravina".

Quali sono state le sfide più importanti che hai dovuto affrontare nella tua carriera?

"Sicuramente il mondiale, perchè sono arrivata senza avere esperienza a fare un campionato intero ed è stato difficile e impegnativo".

E il traguardo sportivo più emozionante che hai vissuto?

"Ogni anno spostavo un pochino di più l'asticella. L'anno scorso il traguardo è stato vincere la prima gara del mondiale a Cremona, quindi l'ultimo più importante è quello".

Quali obiettivi vorrai perseguire in futuro?

"Non sappiamo cosa sarà di questo campionato, perchè tutti i campionati femminili sono in crescendo. Quindi fino a 4/5 anni fa non c'era aspettativa di questo mondiale. Adesso c'è il mondiale e sono tre anni. Magari tra 5/6 anni ci saranno più categorie, vedremo. Sicuramente voglio rimanere nel mondiale".

Quali valori guidano le tue decisioni professionali?

"A livello di Team ho avuto sempre persone con cui c'era quel rapporto umano positivo e mi sono sempre trovata bene. Infatti io sono in buionissimi rapporti con tutti i Team con cui ho corso. Non c'è mai stato Team che a fine anno con cui, anche quando ho cambiato, abbiamo litigato. Siamo più amici di prima".

Cosa significa per te avere successo?

"Il successo non lo so. L'importante è fare quello che ti fa stare bene. Il successo poi viene di conseguenza, anche se, quando hai un sogno e lo realizzi, devi sempre rimanere con i piedi per terra".

Come riesci a bilanciare vita privata e lavoro?

"Non è facilissimo farlo, perchè abbiamo una pasticceria-panificio di famiglia. I miei genitori non possono gestire tutto da soli e hanno bisogno di una mano. Quindi devo cercare di incastrare allenamenti e gare. Avere un'attività di famiglia è comunque una fortuna perchè ho più flessibilità per andare a fare le gare, però quando torno devo esserci".

Ora i tuoi genitori sono contenti del percorso professionale che hai intrapreso?

"Sì, sono contentissimi e mi supportano, anche economicamente. Non è scontato. Il nostro non è uno sport facile e non sempre si trovano le risorse dagli sponsor. Mio papà Roberto viene a vedermi alle gare, mentre mia mamma ha smesso dal tempo delle minimoto, perchè si preoccupa un po'".

C'è un'abitudine quotidiana che consideri fondamentale per il tuo benessere?

"Dormire. Io se non dormo almeno otto ore non "carburo". Mi alleno tutti i gironi da un anno e mezzo mi segue un preparatore che si chiama Arturo di Mezza. Lui è un ex olimpico marciatore. Mi sto trovando molto bene mi fa allenare tanto, però ho visto che da quando mi alleno con lui sto molto molto meglio".

E hai gesti scaramantici pre-gara?

"Sì, ne ho. Ed esempio, cerco di fare tutto uguale anche i vestiti. Se quel fine settimana  ho messo quei calzini li rimetto oppure cerco di fare la stessa colazione; faccio anche la valigia uguale".

Potresti spiegarci le emozioni che provi in sella alla tua moto?

"Sto bene e sono tranquilla".

Con l’esperienza di oggi, quale consiglio daresti alla Roberta di ieri?

"Continuare a crederci, anche quando c'è stato un periodo che non vedevo uno sbocco. Invece adesso, anche se sono arrivata tardi, perchè ho 29 anni quasi 30, alla fine sono arrivata al mondiale, che era quello che volevo da piccola. Tardi, ma ci sono arrivata".

E se dovessi entrare in un’aula, quali consigli daresti ai tuoi studenti? 

"Non arrendersi mai e cercare sempre di fare il massimo che alla fine le soddisfazioni arrivano. Se le cose sono fatte bene e al 100% delle nostre possibilità torna sempre indietro qualcosa".

Agenzia Stampa Italia – Benedetta Orsini Federici

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