Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

Tensione sempre più alta in Medioriente: razzi su Baghdad, mentre Usa e Iran tentano dialogo

(ASI) La tensione sale senza sosta. Tutti provano a dialogare, cercando di mantenere i nervi saldi. E’ noto che un conflitto nell’ area andrebbe ben oltre, molto probabilmente, i confini regionali.

Di Marco Paganelli 22 Febbraio 2021 – 22:26 2 min di lettura

C’è quindi un tentativo di tenere sotto controllo gli istinti più volenti, nonostante le provocazioni non manchino. L’ultima è arrivato nel pomeriggio di oggi. Una raffica di razzi ha colpito, per l’ennesima volta, la Zona verde di Baghdad che ospita le sedi diplomatiche di molti Paesi. "La coalizione anti - Isis, a guida Usa, non riporta danni o feriti". E’ stata la rassicurazione fornita immediatamente dal portavoce Wayne Marotto. Quello del dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha puntato l’ indice subito contro l’ indiziato numero uno: l’Iran. Ha promesso però che Washington non risponderà per evitare un’ escalation nell'area e la destabilizzazione della nazione dell’Eufrate.


La tranquillità viene vista però come un miraggio. C’è fermento infatti per l’ intesa, raggiunta ieri tra l’Agenzia internazionale per l’energia atomica dell’ Onu e la nazione dei Pasdaran, in merito alla possibilità per gli ispettori di proseguire il loro lavoro per tre mesi, ma senza ottenere l’accesso alle immagini girate dalle telecamere che controllano determinati siti. Se la Casa Bianca revocherà però le sanzioni entro 90 giorni, le informazioni riportate nei nastri verranno di nuovo condivise. Se la posizione di Joe Biden non si ammorbidirà, allora saranno distrutte. Il progetto è stato bocciato sia dal parlamento di Teheran, controllato dalle forze conservatrici che chiedono al governo di mantenere la linea dura, ma anche da Israele. Il premier Benjamin Netanyahu non vede di buon occhio specialmente la disponibilità di Washington ad un reingresso nell’ accordo internazionale sul nucleare sottoscritto, con la Repubblica Islamica, nel 2015. Il leader di Gerusalemme ha ribadito, dopo una riunione con i principali collaboratori durata circa tre ore, che la sua posizione è rimasta invariata. Non è possibile escludere che i jet con la Stella di David possano colpire le installazioni presenti sul territorio degli Ayatollah, pure senza il via libera del Pentagono.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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