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Politica Estera

Ambasciatore iraniano Hamid Bayat, tra Italia e Iran sempre grande cooperazione.

Di Redazione ASI 4 Febbraio 2021 – 15:27 3 min di lettura

AmbIran(ASI) A 160 anni dall’inizio delle relazioni bilaterali tra l’Italia e l’Iran la cooperazione tra i due Paesi, così come i rapporti, continua ad essere buona. Lo ha ribadito oggi Hamid Bayat, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia nel corso di una conferenza stampa in occasione del 42simo anniversario della Rivoluzione islamica dell’11 febbraio 1979.

 Una rivoluzione ancora attuale dal momento che tutti i popoli, come quello iraniano che si è ribellato alla monarchia, aspirano alla libertà, alla democrazia a vivere in una società ed un mondo equo.

Il diplomatico iraniano ha parlato a 360 gradi facendo non solo il punto sui rapporti tra Roma e Teheran ma anche analizzando lo scenario mediorientale e internazionale.

Grande spazio è stato dedicato agli Usa con cui l’Iran ha rapporti tesi, anzi molto tesi dalla rivoluzione.  Su questo specifico versante l’Ambasciatore ha auspicato che il cambio alla Casa Bianca tra Donald Trump e Joe Biden possa portare ad un miglioramento delle relazioni, magari anche tramite il rilancio dell’accordo sul nucleare del 2016. Intesa da cui l’ex presidente Usa è uscito con i paesi europei firmatari, Germania Francia e Inghilterra, che anziché rilanciare e rafforzare la loro posizione, si sono quasi sfilati tanto che Teheran nel maggio 2019 ha iniziato a recedere da alcuni impegni anche se, come attestato dall’AEIA, si è sempre mossa nel rispetto dell’accordo. Sempre in quest’ambito il diplomatico ha anche auspicato che le nazioni europee, fra cui l’Italia, possano lavorare per riportare Washington nell’accordo non prima però di aver rimosso le sanzioni.

L’Ambasciatore Bayat ha quindi ricordato come il suo paese, nonostante le sanzioni unilaterali imposte dagli Usa, ha ottenuto grandi risultati in vari campi e settori sia a livello economiche che a livello di vita civile; inoltre Teheran, fin dall’indomani della rivoluzione ha sempre operato seguendo dei pilasti ben precisi: non ingerenza negli affari esteri ma rigettando ogni ingerenza nei propri affari interni; auspicando e agevolando il lavoro della diplomazia per la risoluzione collegiale  delle questioni internazionali. La Repubblica Islamica inoltre ha sempre lavorato per il multilateralismo e sostenuto il popolo palestinese contro l’occupazione israeliana.

Per quanto attiene alla sentenza emessa oggi da un tribunale belga, che ha condannato a 20 anni di carcere per tentato terrorismo il diplomatico iraniano Assadolah Assadi il rappresentante di Teheran ha quindi sottolineato che “l’Iran non accetta questa sentenza e che considera tutta questa vicenda un complotto. Non accettiamo la giurisdizione del tribunale e non accettiamo la legittimità del verdetto emesso. Assadi è un diplomatico ed è coperto da immunità diplomatica. Non accettiamo né nella forma né nella sentenza la condanna emessa”.

L’ambasciatore ha quindi ricordato l’importante ruolo giocato dall’Iran nello scacchiere mediorientale per garantire la pace e la sicurezza nella regione anche attraverso la cooperazione con gli altri paesi, in primi quelli dell’area del Golfo Persico per costruire un meccanismo condiviso utile a tutti ma purtroppo alcuni paesi, in particolare l’Arabia Saudita, sono contrari a questa ipotesi ed anzi portano avanti politiche guerrafondaie.

Per quanto riguarda lo Yemen dove è in corso una guerra da 6 anni, i sauditi usano la forza per risolvere il problema mentre noi abbiamo sempre auspicato la via diplomatica, collaborando anche con l’Onu e i quattro principali Paesi europei, ma purtroppo gli Usa che vendono armi ad alcuni Stati della regione auspicano una soluzione militare.


Redazione Agenzia Stampa Italia

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