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Politica Estera

Siria –Turchia: ancora guerra, ma è anche emergenza migranti. Aggiornamenti in tempo reale. Maratona ASI

Di Marco Paganelli 3 Marzo 2020 – 10:55 3 min di lettura

(ASI) “Gli Stati Uniti sono pronti a fornire aiuti umanitari e munizioni alla Turchia per sostenere l’operazione militare che Ankara sta conducendo, a Idlib” nel paese di Bashar al – Assad, contro i soldati di Damasco.

 

Ore 15:15 Jaffrey; “ Munizioni a Turchia per battaglia contro Assad in Siria”. Russia: "Continuiamo ad appoggiare esercito siriano"

(ASI) “Gli Stati Uniti sono pronti a fornire aiuti umanitari e munizioni alla Turchia per sostenere l’operazione militare che Ankara sta conducendo, a Idlib” nel paese di Bashar al – Assad, contro i soldati di Damasco. Lo ha dichiarato poco fa l’inviato americano per la Siria, James Jeffrey. Il ministro degli Esteri di Mosca ha lasciato intendere che la Russia continuerà invece a sostenere il fronte opposto, cioè quello dell'esercito siriano. Non possiamo contribuire "a risolvere il problema dell'immigrazione a scapito della fine della guerra  al terrorismo", ha evidenziato infatti questa mattina Sergej Lavrov. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 15:12 +++ INVIATO TRUMP PER SIRIA: “USA PRONTI A FORNIRE MUNIZIONI PER COMBATTERE A IDLIB” ++++++++

 

Ore 14:43 Russia: “Appoggiamo guerra in Siria, nonostante pericolo migranti in UE”

(ASI) La Russia non può "contribuire a risolvere il problema dell'immigrazione dalla Siria a scapito della fine della guerra al terrorismo". Quest’ultima continuerà fino allo sconfitta degli estremisti. Il ministro degli Esteri del Cremlino, Sergei Lavrov, risponde così alle richieste di "alcuni politici europei" relative a un cessate il fuoco, nel paese di Bashar al – Assad, per allentare la pressione sul flusso migratorio. 130.469 rifugiati siriani hanno raggiunto la Grecia e potrebbero arrivare, a breve dal territorio ellenico, nei vecchio continente. La Turchia, impegnata nel conflitto contro il governo di Damasco che è appoggiato da Mosca, ha fatto sapere di non riuscire più a contenere i profughi in fuga da Idlib e dalle altre zone in cui sono in corso le ostilità. Il governo di Ankara ha offerto così ai rifugiati la possibilità di recarsi in altre nazioni occidentali. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 11:55 Difesa Turchia: “Uccisi 327 uomini esercito siriano”

(ASI) Abbiamo “neutralizzato trecentoventisette elementi del regime siriano, abbattuto un aereo da guerra e un drone dell’esercito di Damasco”. Quest’ultimo è stato danneggiato, in quanto abbiamo distrutto anche “sei carri armati, cinque pezzi di artiglieria e sistemi di difesa, cinque altri veicoli e un deposito di armi”. Lo riferisce il ministero della Difesa della Turchia, in riferimento alle operazioni belliche in corso in Siria. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 11:50 Ankara - Damasco: ancora scontri in Siria

(ASI) Proseguono gli scontri tra l’esercito siriano appoggiato dalla Russia e quello turco sul territorio gestito dal governo di Bashar al – Assad. Un aereo da guerra di Damasco è stato abbattuto, questa mattina, nei cieli di Idlib. Lo riporta l’agenzia di stampa Sana. Fonti locali specificano che dovrebbe trattarsi di un jet L – 39. Uno dei due piloti sarebbe morto, mentre l'altro avrebbe avuto l'opportunità di paracadutarsi e di fuggire. La diplomazia internazionale prova a convincere intanto le parti in conflitto a impegnarsi per la pace, evitando così di compromettere il quadro geopolitico regionale. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato, nelle ultime ore, al leader di Ankara per discutere in merito agli sviluppi della situazione nell’area. Tutti guardano però all'incontro tra il numero uno della nazione della Mezzaluna, Tayyp Erdogan e l'omologo del Cremlino, Vladimir Putin, in programma a Mosca giovedì. Preoccupa anche la gestione dei 130.469 rifugiati siriani che hanno raggiunto la Grecia e che potrebbero arrivare nei paesi europei. Ankara ha sottolineato di non riuscire più ad accoglierli, invitando la comunità internazionale ad attuare maggiori sforzi a tale fine, assumendosi così le proprie responsabilità. (A cura di Marco Paganelli).

Nota della Redazione

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