Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

Prezzi dell’energia e guerra in Ucraina: perché alcuni governi europei vogliono cambiare le sanzioni alla Russia

(ASI) A più di quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, la politica energetica europea resta uno dei principali terreni di confronto tra i governi dell’Unione Europea.

Di Carlo Armanni 16 Marzo 2026 – 10:39 2 min di lettura

Negli ultimi mesi alcuni paesi hanno chiesto di rivedere o sospendere parte delle sanzioni energetiche contro la Russia, sostenendo che tali misure possano avere effetti negativi sull’economia europea e sui prezzi dell’energia.

Il regime sanzionatorio dell’Unione Europea è stato introdotto progressivamente dopo l’attacco militare russo all’Ucraina del 24 febbraio 2022, con l’obiettivo di limitare le entrate economiche di Mosca al fine di ridurne la capacità di finanziare lo sforzo bellico. Tra le misure più rilevanti figurano restrizioni in particolare sul commercio energetico, ma anche sul settore finanziario e sulle esportazioni tecnologiche. 

Nonostante la linea ufficiale dell’Unione Europea resti orientata a mantenere le restrizioni, all’interno dei Ventisette sono tuttavia emerse posizioni divergenti. In particolare, alcuni governi dell’Europa centrale e orientale sostengono che il rapido abbandono delle forniture russe possa comportare dei costi economici elevati. Paesi come Ungheria e Slovacchia hanno espresso ripetutamente preoccupazioni per l’impatto sulle proprie economie, fortemente dipendenti dalle importazioni energetiche provenienti dalla Russia.

Non ultimo a preoccupare, è stato il repentino aumento dei prezzi dell’energia registrato nelle ultime settimane, che ha spinto alcuni governi europei a introdurre misure di emergenza, come tetti temporanei ai prezzi dei carburanti o l’utilizzo di riserve strategiche. Budapest ad esempio, ha imposto un limite sul prezzo dei carburanti, ed ha nuovamente sollecitato Bruxelles a riconsiderare le restrizioni sul petrolio russo, al fine di scongiurare una crisi energetica con ripercussioni importanti.

Tuttavia, non tutti i leader europei condividono questa posizione. La Commissione europea sostiene che un allentamento delle sanzioni potrebbe rafforzare economicamente la Russia e compromettere così il sostegno europeo all’Ucraina.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia 

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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