Ore 23:50 ++++ TURCHIA – SIRIA: SCONTRI AD HAMA ++++

(ASI) L’esercito siriano sta colpendo, con l’artiglieria, il punto di osservazione della Turchia nella città di Hama. Lo riportano fonti locali. (A cura di Marco Paganelli).

 

 

Ore 23:35 Ankara: ministro Difesa arriva a Hatay, caccia russi in volo per proteggere Siria da Turchia

(ASI) Il ministro della Difesa di Ankara è arrivato con lo Stato maggiore dell’esercito nella sala operativa, situata nella base militare di Hatay, per dirigere personalmente l’imponente offensiva, che dovrebbe iniziare a breve, contro l’esercito di Bashar al – Assad sul suolo siriano. Jet russi, che difendono quest’ultimo dai probabili attacchi turchi, sarebbero in volo sulla città di Saraquib. Caccia israeliani starebbero monitorando la parte settentrionale dello Stato ebraico. La tensione è altissima in tutta l’area. Lo riportano fonti locali. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 22:40 Turchia, fonti: “ Decollano F16 verso Siria”

(ASI) Caccia F16 sono stati visti decollare, pochi minuti dopo la scadenza dell’ultimatum di Ankara a Damasco relativo al ritiro dei soldati di Assad da Idlib, dalle basi militari turche di Eskisehrir, Malatya, Diyarbakàr e Konya. I jet si starebbero dirigendo verso la Siria. Si sarebbero levati in volo anche quelli di Mosca dalla base di Khmeimim. Lo riportano fonti locali, specificando che la tensione è altissima in tutta l’area. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 22:07 +++ Siria: scaduto ultimatum di Erdogan ad Assad +++++

(ASI) E’ scaduto, pochi minuti fa, l’ultimatum della Turchia alla Siria. Ankara ha domandato a Damasco il ritiro delle sue truppe dalla zona di Idlib. La richiesta non sarebbe stata accolta. Tutti temono quindi un’intensificazione del conflitto, già a partire dalle prossime ore, nonostante l'invito dell'Onu ad evitare un'escalation. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 22:05 ++++++ SCADUTO ULTIMATUM TURCHIA A GOVERNO SIRIANO PER RITIRO DA IDLIB +++++

 

 

Ore 19:26 +++ Siria: uccisi Hezbollah libanesi +++

(ASI) Circa cinquanta membri di Hezbollah sono deceduti nei raid realizzati, questa notte in Siria, dalla Turchia contro l’esercito di Bashar al - Assad. La milizia libanese, filo – iraniana, è alleata di quest’ultimo da lungo tempo insieme a Teheran e a Mosca. I funerali dei militanti si sono svolti questa mattina nella capitale siriana. L’offensiva di Ankara ha anche causato la morte di settanta soldati di Damasco in quarantotto ore. Lo riferiscono fonti locali. (A cura di Marco Paganelli).

 

 

Ore 14:20 Siria: “Turchia sostiene terrorismo”

(ASI) “La Turchia usa i suoi dodici posti militari di osservazione, nella provincia di Idlib sul territorio siriano, per fornire appoggio ai gruppi terroristici operanti nell’area”. Lo ha dichiarato, nelle scorse ore durante la riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu in merito alla crisi in corso tra Damasco e Ankara, l’ambasciatore del governo di Bashar al Assad alle Nazioni Unite. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 12:55 Migranti: scontri al confine Turchia – Grecia

(ASI) Momenti di tensione sono avvenuti, questa mattina, al confine tra Turchia e Grecia come conseguenza collaterale del conflitto in corso tra Ankara e Damasco. Le autorità di Atene hanno respinto, usando lacrimogeni, migliaia di profughi siriani provenienti da Idlib. Questi ultimi si sono difesi lanciando, a loro volta, pietre contro gli agenti di polizia. Il governo ellenico ha convocato un vertice di emergenza per affrontare la grave crisi che minaccia il proprio territorio. Il presidente turco ha aperto ieri il confine europeo a coloro che fuggono dalla città, situata nel paese di Bashar al – Assad, in cui stanno avvenendo le ostilità. Il numero di migranti provenienti da qui, che il vecchio continente sarebbe costretto ad accogliere, potrebbe passare così da diciottomila a venticinquemila. Tale eventualità deriverebbe dall’impossibilità, ribadita oggi dal leader Tayyp Erdogan, di “gestire la nuova ondata di rifugiati” da parte della nazione della Mezzaluna. (A cura di Marco Paganelli).

 

 

Ore 11:04 Crisi siriana: contatti Turchia - Russia

(ASI) Il presidente turco, Tayyp Erdogan, ha telefonato nelle ultime ore al suo omologo russo, Vladimir Putin, per discutere in merito agli scontri in corso con i soldati di Damasco nella città di Idlib in Siria. Il leader di Ankara ha fatto sapere, in un discorso tenuto oggi a Istanbul, di aver detto al proprio interlocutore che l’intervento militare è voluto dal popolo siriano, non è volto a conquistare giacimenti petroliferi locali, o a espandere il proprio territorio, ma a creare una zona cuscinetto che garantisca la sicurezza nazionale. Ha aggiunto inoltre che l’esercito di Bashar al - Assad sarà punito per la recente uccisione dei soldati turchi e che l’offensiva in atto serve ad evitare che gli estremisti raggiungano la nazione della Mezzaluna. Ha specificato dunque di aver chiesto al leader del Cremlino di “togliersi di mezzo”, ritirando i suoi uomini dall’area. Ha evidenziato inoltre che 18.000 profughi hanno già raggiunto l’Europa e potrebbero toccare quota 25.000, in quanto l’arrivo dei migranti non è più gestibile dalla Turchia. Il ministero degli Esteri di Mosca, che sostiene il presidente Assad, ha comunicato che c’è un accordo col Sultano per diminuire le ostilità sul suolo siriano. Il dicastero ha specificato che sono stati valutati passi concreti a tale fine. “Entrambe le parti – ha riferito infatti in una nota – hanno confermato il loro obiettivo di ridurre le tensioni sul campo, continuando al contempo a combattere i terroristi”. (A cura di Marco Paganelli).

 

Ore 11:01 Siria, Turchia: “Abbiamo colpito arsenale armi chimiche Assad”

(ASI) La Turchia ha annunciato di aver distrutto questa notte un arsenale siriano di armi chimiche, a tredici chilometri a sud di Aleppo, in rappresaglia per gli attacchi aerei di giovedì, compiuti dall’aviazione del presidente Bashar al – Assad, in cui sono rimasti uccisi più di trenta soldati di Ankara. Lo dichiara un alto funzionario della nazione della Mezzaluna, specificando che sono stati colpiti anche “molti altri obiettivi dell’esercito” di Damasco. (A cura di Marco Paganelli).

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Di Giacomo (F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP.) - Con Legge Bilancio 2026 “la montagna ha partorito il topolino”

(ASI) “La montagna ha partorito il topolino”: di fronte alla gravissima emergenza delle carceri italiane la Legge di Bilancio 2026 prevede l’assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria entro il 2028 (vale ...

Il cielo come infrastruttura digitale: La rivoluzione degli unmanned aircraft systems nell’analisi di Marcella Lamon.

(ASI) In un panorama tecnologico che corre a velocità esponenziale, il saggio di Marcella Lamon, "I droni nel diritto della navigazione. Verso l’integrazione degli Unmanned Aircraft System nello spazio ...

No sosta no party. Il Tar Puglia e le nuove frontiere della guida in stato di ebrezza.

  (ASI)  In un mondo sempre più attento alla sicurezza stradale e alla prevenzione degli incidenti, una recente e significativa decisione della giustizia amministrativa ha chiarito un confine ...

Guatemala: dichiarato lo stato d’assedio dopo le violenze delle gang

(ASI) Il presidente guatemalteco Bernardo Arévalo de León ha dichiarato lo stato d'assedio di 30 giorni in tutto il paese in risposta a un'ondata di violenza tra gang che ...

Gli USA gettano la maschera e mostrano la loro vera faccia

(ASI) Washington - Caduto definitivamente il falso mito degli Stati Uniti paladini della giustizia e dell'autodeterminazioni dei popoli di "wilsoniana" memoria,  portatori di democrazia e di libertà, gli Usa ...

Il promotore finanziario “investe” tutto al casinò.

(ASI) Grazie ai tipi del portale Ius Responsabilità Civile ed alla firma del prof. Bencini, possiamo segnalare ai nostri lettori un caso giudiziario che sembra uscito dalle pagine di un ...

Ambiente, Confeuro aderisce all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

(ASI) Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, aderisce ufficialmente alla Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS (ASviS), che racchiude una rete di oltre 300 soggetti impegnati per l’attuazione della Agenda 2030 delle ...

Influenze politiche statunitensi e dinamiche europee: il caso MAGA

(ASI) - Il termine “MAGA” è l’acronimo di Make America Great Again, il motto politico associato alla narrativa retorica nazionalista e conservatrice americana. Nato negli Stati Uniti come slogan della ...

Dazi contro l’Europa per la Groenlandia: in Europa sale la tensione; l’Italia difende dialogo e Nato

(ASI) - La questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti ai Paesi europei, come prevedibile, ha avuto impatti diretti sulla politica italiana e sul dibattito in Parlamento.

Il Canada guarda a Pechino: l’accordo con la Cina segna la svolta post-americana di Carney

(ASI) Dopo anni di rapporti gelidi con Pechino, il Canada ha accettato di ridurre drasticamente i dazi sulle auto elettriche cinesi, passando dal 100 per cento al 6,1 per cento per un ...