(ASI) Israele ha espresso rammarico alla Russia per l’incidente di ieri sera in Siria e ha mostrato la propria disponibilità a collaborare nelle indagini.

Ha accusato, però, il proprio vicino mediorientale di essere responsabile di quanto è accaduto nei cieli di Latakia. Tel Aviv ha provato a gettare acqua sul fuoco, in queste ore incandescenti per la pace mondiale, in seguito all’abbattimento, che ha compiuto attorno alle 23 in quell’area, del jet del Cremlino. Il ministero della Difesa russo ha ricostruito il tragico evento. Il dicastero ha comunicato che il proprio aereo da guerra, un ll -20 con a bordo 15 membri dell’equipaggio, è stato colpito da un missile, dell’esercito alleato di Damasco, lanciato in risposta ad un attacco sferrato da 4 caccia con la Stella di David. Questi ultimi hanno preso di mira un deposito di armi, dell’organizzazione terroristica Hezbollah, presente nel paese di Bashar al – Assad e usato il velivolo come scudo, nascondendosi dietro di esso. L’esercito dello Stato ebraico ha comunicato, inoltre, l’avvio dell’operazione bellica un solo minuto prima del suo inizio, non consentendo alla controparte di adottare le dovute misure di sicurezza. La dinamica ha confermato, secondo la fonte, la presenza della volontà esplicita dell’attuazione della provocazione che ha causato il decesso dei militari. Le autorità di Mosca si sono riservate quindi il diritto ad adottare azioni proporzionate in risposta a tale atto deliberato, compiuto dai soldati di Benjamin Netanyahu. L’ambasciatore del premier israeliano, in Russia, è stato convocato per protesta al ministero degli Esteri di Mosca. Il presidente della commissione Difesa della Duma (Camera bassa del parlamento russo), Franz Klintsevich, ha detto che quanto realizzato da Gerusalemme è stato gravissimo e dovrà essere discusso, pertanto, in seno al consiglio di sicurezza dell’Onu. Avrebbe partecipato all’azione bellica, inoltre, anche la fregata francese Auvergne, ma Parigi ha smentito subito l’indiscrezione. L’Eliseo non sembra essere comunque l’unico a flettere i muscoli, contro il rais di Damasco e i suoi alleati, dato che è giunta, nel Mediterraneo, pure la fregata tedesca Oldenburg che starebbe raggiungendo tre cacciatorpediniere statunitensi equipaggiate con missili da crociera Tomahawk.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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