(ASI) “E’ la peggior crisi umanitaria a livello globale”. Le Nazioni Unite si sono espresse così recentemente in merito al disastro generato dallo scontro militare, tra l’Arabia Saudita e l’Iran (il regime degli Ayatollah sostiene i ribelli Houti che si oppongono alle autorità locali), nello Yemen, uno dei paesi più poveri al mondo.

Tutto ciò è dimostrato dagli ospedali che qui sono al collasso e che necessitano quindi, con urgenza, di medicinali. Tale aspetto è stato aggravato anche dal bilancio di questa guerra tra sciiti e sunniti iniziata nel 2014 e sottovalutata costantemente dai grandi mezzi di informazione. I media hanno acceso poco i loro riflettori sulle ostilità, nel territorio in questione, nonostante queste ultime abbiano causato fino ad oggi oltre 6.000 morti e 10.000 feriti. La Croce Rossa ha distribuito, anche per scongiurare l’aggravarsi della situazione e dunque l’incremento di tali cifre da capogiro, gli aiuti in una scuola che raccoglie provvisoriamente 5.200 famiglie che stanno cercando riparo dalle ostilità. L’esempio di solidarietà è uno tra tanti e sottolinea l’attenzione crescente, della comunità internazionale, nei confronti di quello che sta accadendo. Tutti sanno inoltre che il 90% dei 27 milioni di yemeniti vive in una condizione di gravissima indigenza. Il conflitto fra Teheran e Riyad, in questa parte del mondo, sta rischiando di rompere pure un equilibrio geopolitico nell’area con conseguenze, potenzialmente pericolose nel breve e lungo periodo, per gli stati confinanti e per l’intera umanità.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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