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Politica Estera

Merkel negli Usa. Incontro necessario senza intese. Leader lontani fra loro. Trump: «L'unica somiglianza è lo spionaggio di Obama»

Di Lorenzo Nicolao 18 Marzo 2017 – 18:58 2 min di lettura

trumpmerkel(ASI) Washington - La prima visita di Angela Merkel alla casa Bianca sarà ricordata per una mancata stretta di mano e un quarto d'ora scarso per parlare di Nato, Olanda, Ucraina, Iraq, Siria, Libia e immigrazione.                                                                   

Nel briefing con la stampa il presidente americano Donald Trump ha detto ai giornalisti: «L'unico punto di contatto fra me e la cancelliera tedesca è quello di essere stati spiati entrambi da Obama». C'è chi ha riso e chi è rimasto sorpreso come Merkel, che gli ha lanciato un'occhiata incredula. Lei invece ha detto di essere rimasta soddisfatta dall'incontro, quello successivo a una vigilia in cui sperava di conoscere meglio il nuovo presidente degli Stati Uniti.
Il tema più caldo è stato quello dei profughi. Per Trump essere accolti «è un privilegio, non un diritto». Per la cancelliera il tema dell'immigrazione non può essere preso alla leggera, data l'emergenza che ha generato in Europa.

Per parlare di economia Merkel è stata accompagnata dai vertici di grandi aziende tedesche come Siemens, Bmw e Schafler, le stesse che agli statunitensi danno 120mila posti di lavoro. Un segnale forte, soprattutto perché nell'Unione Europea la Germania rappresenta il paese trainante della zona Euro e nel commercio continentale. Trump ha finora ignorato e calpestato tante intese commerciali, come il Ttip (con l'Europa), il Ttp (con gli Stati del Pacifico) e la Nafta (con gli altri Paesi del Nord America), pur avendo negato all'incontro bilaterale di essere un isolazionista. Eppure con l'Unione ballano numeri che il presidente non può permettersi di sottovalutare: 50% del Pil mondiale, 30% del commercio globale, 4mila miliardi di investimenti e 13 milioni di posti di lavoro. Imporre nuovi dazi sarebbe alquanto rischioso, sebbene il gelo del bilaterale non possa escluderlo.

Merkel e Trump, lontani come l'alfa e l'omega, a muso duro nel raccontare due linee politiche diametralmente opposte, dopo che il presidente aveva promesso al Regno Unito grandi vantaggi economici per ammortizzare i costi della Brexit. Trump non ama l'Ue, Merkel non aveva accolto con favore, insieme agli altri leader dell'Unione, l'elezione del nuovo inquilino della Casa Bianca. La scintilla non si è innescata e se i due leader continueranno a seguire le stesse, opposte strade, l'unico gesto empatico rimarrà quella timida stretta di mano "del benvenuta sul suolo americano" in aeroporto. Quella a cui non ha fatto seguito l'altra che doveva esserci di fronte alle telecamere del mondo intero. Merkel imbarazzata sulla poltrona osservando il presidente, Trump fisso con le mani fra le gambe fissando il vuoto. Le distanze in un dialogo necessario restano. Le frasi di circostanza sulla lotta al terrorismo e sula convinzione di dover fare di più non bastano a rimuovere i pregiudizi.   

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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