(ASI) Londra - Difficile dire se avrà più difficoltà il Regno Unito ad uscire dall'Unione Europea oppure il primo ministro Theresa May a condurre i negoziati con l'Unione Europea a partire (forse) dalla fine di marzo.
Il governo si avvia alla seconda sconfitta in pochi giorni alla Camera dei Lord. Dopo la richiesta di tutela dei cittadini dell'Unione con un primo emendamento, la Camera Alta chiede ora di vigilare sul negoziato. May, trattando con i colleghi europei, dovrà evitare un accordo di uscita nocivo per il Paese. Il semaforo verde alla Brexit è ancora lontano.
I lord divisi hanno costretto il governo May ad affrontare un percorso a ostacoli. In parlamento alla determinazione del governo e dei conservatori si è opposta l'ostinazione dei liberal-democratici, che voteranno contro alla terza lettura della cosiddetta "Brexit-Bill".
Lord Newby, loro leader alla Camera Alta, ha annunciato la nuova sconfitta del governo: "202 lord labour e 102 liberal-democratici supereranno al voto 252 conservatori pro-governo".
Il rallentamento della Brexit graverà tutto sulle spalle del primo ministro. Da una parte perché sarà difficile rispettare le scadenze promesse con l'avvio dei negoziati a fine marzo. Dall'altra perché accontentare due fazioni così polarizzate richiede un'impresa politica certosina.
Le Camere vogliono rispettare la volontà popolare dei cittadini sul referendum, quella dei residenti comunitari e scaricare tutte le responsabilità del governo. "L'Unione Europea" - ha detto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker - "Non farà alcun tipo di sconto al Regno Unito".
David Cameron ha pronunciato una parola tanto astratta quanto efficace, "neverendums", di fronte al rischio che correrebbe il Paese con nuovi referendum sulla Brexit, tanto richiesti, che a suo parere non sbloccherebbero lo stallo.
May incontrerà presto i leader europei nel summit di Bruxelles, mentre il 13 e 14 marzo i parlamentari inglesi torneranno a votare sugli emendamenti presentati. Di certo l'esecutivo dovrà occuparsi in prima linea del limbo-Brexit, "ma per conto del parlamento e dei cittadini" raccomandano le Camere.
Per gli interessi di chi sarà tutto un rischio di Mrs Theresa.
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