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Politica Estera

Dall’Iran ancora un no al risarcimento agli Usa per 11 settembre

Di Redazione ASI 7 Marzo 2017 – 16:54 1 min di lettura

ravanchi(ASI) Nuove tensioni tra Washington e Teheran dopo che oggi l’Iran ha ribadito la volontà di non risarcire gli Usa per gli attentati dell’11 settembre 2001. le autorità iraniane oggi sono tornate e definire “assolutamente ingiuste” le compensazioni stabilite da un tribunale di New York nel 2012.

Cinque anni fa infatti una corte della città statunitense ordinò all’Iran di pagare 7 miliardi di dollari in segno di risarcimento alle famiglie degli attentati dell’11 settembre sostenendo che l’Iran aveva aiutato il presunto gruppo terroristico di al Qaeda permettendo ai suoi membri di muoversi liberamente in territorio iraniano.

Fino ad ora Teheran ha sempre rifiutato di pagare la somma e così ora gli avvocati statunitensi stanno cercando di utilizzare il denaro iraniano, circa 1,6 miliardi di dollari, congelato in una banca lussemburghese.

Sulla vicenda è intervenuto oggi Majid Takht Ravanchi, vice ministro degli Esteri iraniano spiegando che: “Alcuni oppositori della Repubblica islamica dell’Iran stanno cercando di andare oltre la legge statunitense applicandola fuori dei confini Usa.

I fondi attualmente congelati in Lussemburgo fanno parte dei beni iraniani bloccati dalla comunità internazionale nell’ambito delle sanzioni contro Teheran per via del suo programma nucleare nonostante l’accordo sottoscritto dalle parti nel luglio 2015.

Sebbene Teheran e il gruppo dei 5 +1, ovvero i membri permanenti del consiglio di sicurezza Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania, alcuni dei beni iraniani rimangono congelati anche per dar seguito ad alcuni risarcimenti relativi al bombardamento di una caserma di marines Usa avvenuta nel 1983 in Libano in cui morirono 241 statunitensi.

Lo scorso anno la Corte suprema degli usa ha stabilito un risarcimento di 2,1 miliardi di dollari come risarcimento per le vittime del 1983, anche se l’Iran si è rivolta alla Corte internazionale di giustizia contro questa sentenza.

Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

 

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