(ASI) Gli Usa hanno deciso di trasportare e stoccare armi in territorio filippino. Questa l’ultima accusa mossa dal primo mandatario di Manila Rodrigo Duterte nei confronti di Washington; un fatto che, se confermato, violerebbe gli accordi in materia di Difesa tra i due paesi.

Secondo il presidente filippino gli Usa avrebbero stoccato armi in almeno tre diverse provincie del paese aggiungendo: “Non possono farlo, non lo permetteremo”.

Parlando ad una tivù locale Duterte ha anche espresso i propri dubbi in merito al tipo di armi che gli Usa avrebbero fatto entrare nelle filippine, paventando la possibilità che tra queste vi siano anche alcune armi nucleari, e tutto questo “nonostante gli accordi tra i nostri due paesi non prevedano il deposito di armi statunitensi all’interno dei nostri confini”.

Le rimostranze di Duterte sono giunte dopo gli Usa hanno autorizzato la costruzione di nuovi campi militari e piste di atterraggio nelle Filippine facendo valere l’accordo sottoscritto tra Washington e Manila nel 2014.

Fin dal momento della sua elezione Duterte ha provato a rompere il vincolo che lega il suo paese agli Usa.

Lo scorso ottobre aveva deciso la sospensione delle esercitazioni navali congiunte svolte con la marina statunitense nel Mar cinese meridionale e tutte le 28 previste annualmente. A settembre il presidente Duterte aveva annunciato che durante il suo mandato di sei anni avrebbe sospeso la collaborazione militare con Washington e aperto il suo paese a relazioni diplomatiche diverse ovvero non più dipendenti da un solo paese come avvenuto fino ad oggi.

Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

 



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