(ASI) «La soluzione dei due Stati esce rafforzata», così dichiara il Ministro degli Esteri della Repubblica Francese, Jean-Marc Ayrault, in relazione agli esiti della Conferenza per la pace tra Palestina e Israele tenuta a Parigi. Presenti numerose delegazioni di Stati, oltre 70.

Sempre per il Ministro francese, l’accordo rappresenta «una mano tesa» verso un’esistenza pacifica tra i due popoli. Ma alla Conferenza sono mancati due importanti partecipanti, i protagonisti della vicenda per l’esattezza. Lo Stato di Palestina e Israele non hanno partecipato ai lavori. Il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, non partecipando, ha qualificato questa Conferenza come «un passo indietro» e «futile». Il Presidente palestinese Abū Māzen, sarebbe stato più che disponibili a partecipare, ma per non irritare il Governo di Tel Aviv, è stato fatto alloggiare non nei locali del centro conferenze del Quai d'Orsay, ma in edificio diverso. Saltata all’ultimo anche la presenza del nuovo segretario generale dell'ONU, António Guterres, che ha incaricato di rappresentarlo Nikolay Mladenov, inviato speciale ONU per il Medio Oriente.

Duro è stato lo scoglio da superare per quanto riguarda il futuro di Gerusalemme. La città ora nel territorio israeliano, è stata proposta dal Governo di Netanyahu come capitale dello Stato al posto dell’attuale Tel Aviv. Una dichiarazione che ha provocato i malumori degli Stati arabi, aggravata dal sostegno che a tale proposta sembra volere dare il neo-Presidente degli USA Donald Trump, asserendo l’intenzione di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Le delegazioni arabe presenti alla conferenza volevano che nell’ultima parte del documento finale fosse inserita anche una breve critica a questo progetto della nuova amministrazione di Washington, che di fatto – solo essa – costituirebbe il riconoscimento di Gerusalemme capitale d’Israele.

Ma alla fine, gli arabi si sono convinti a cedere. Jean-Marc Ayrault, però, in relazione anche alla rinuncia degli arabi, ha dovuto esternare alcune parole che hanno esposto diplomaticamente lo Stato francese. «Sarebbe una decisione molto gravida di conseguenze», ha avvertito il Ministro degli Esteri francese, dichiarando inoltre che una tale decisione risulterebbe «una provocazione».

Il testo finale della Conferenza per la pace, è similare a quello redatto il 6 gennaio scorso in una preconferenza con alti funzionari.

Ai lavori erano presenti inoltre l’Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e il Segretario di Stato USA uscente, John Kerry. Presente anche il nuovo Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, che ha tenuto a precisare il ruolo decisivo dell’Italia per l’inserimento nel documento di precise voci in riguardo alle violenze, l'incitamento al terrorismo, le parole «che infiammano»: tutti elementi ai quali viene richiesta l’estrema attenzione delle due parti per scongiurarli. Si è registrata «una posizione equilibrata grazie anche al nostro contributo», ha specificato Alfano. Inoltre Capo della Farnesina avverte che la situazione del Medio Oriente non può essere limitata agli insediamenti israeliani: «C'è il tema di chi incita alla violenza e chi considera eroi o martiri i terroristi. Finché sarà così, non ci sarà pace e sicurezza in Israele».

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

 

 

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