(ASI) Damasco – Bashar al-Assad non ha dubbi: “la guerra continuerà”. Così il Presidente siriano parla in un’intervista rilasciata all’Associated Press. Assad ha dichiarato di ritenere che la responsabilità del conflitto sia da attribuire ai Paesi che appoggiano i ribelli, tra cui in particolare modo gli Stati Uniti d’America.

Il cessate il fuoco che era stato raggiunto il 9 settembre tra gli USA e la Federazione Russa – accordo che stabiliva che le due potenze più grandi del mondo, unissero gli sforzi per attaccare l’ISIS e Jabhat al-Nuṣra – ha avuto la breve vita di una settimana. Assad ora punta il dito contro Washington, accusando gli statunitensi di essere la precipua causa del fallimento della tregua, e affermando inoltre che il bombardamento alla base dell’Esercito Arabo Siriano eseguito il 18 settembre a Deir al-Zor da jet della coalizione internazionale sotto l’egida degli USA è stato “sicuramente intenzionale”. «Non è stato un errore di un solo aereo – afferma il Presidente siriano – sono stati quattro aerei che attaccavano le posizioni delle truppe siriane per quasi un’ora, o un po’ più di un’ora. Non si commette un errore per più di un’ora. Questo è il primo punto. In secondo luogo, loro non stavano attaccando un edificio in un quartiere; stavano attaccando un posto enorme costituito da molte colline, e non c’erano terroristi nelle vicinanze». Poi Assad alza un dubbio inquietante: «Allo stesso tempo, le truppe dell’ISIS hanno attaccato subito dopo l’attacco americano. Come potevano sapere che gli americani stavano per attaccare quella posizione, al tempo stesso raggruppare i loro militanti per avanzare subito e conquistarla un’ora dopo il bombardamento?». Il Presidente della Repubblica Araba di Siria è sicuro dell’intenzionalità dell’attacco americano: «Questo è stato sicuramente intenzionale, e non un errore, come hanno sostenuto». 
Il Presidente siriano ha inoltre affermato di non credere «che gli USA siano pronti ad unirsi alla Russia nel combattere i terroristi in Siria», e ha nuovamente escluso nel modo più totale che aerei siriani e russi possano aver avuto a che fare con il bombardamento al convoglio umanitario vicino ad Aleppo in cui 21 persone sono morte nella sera di martedì 20 settembre. Qualificando come “poco credibili” e “prive di fondamento” le accuse mosse contro Damasco dagli Stati Uniti proprio su quest’ultimo fatto. In conclusione dell’intervista, Bashar al-Assad ha annunciato la sua prossima visita nella martoriata città di Aleppo.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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