(ASI) Ventotene (LT) - L'incontro trilaterale, che coinvolge Merkel, Hollande e Renzi, vede, come luogo "iniziatico" Ventotene, l'isola che, secondo il credo europeista, avrebbe visto nascere l'odierna creatura chiamata unione. Non è la prima volta che Renzi parla di Ventotene, o di Altiero Spinelli.

Già in campagna elettorale lo citava sempre, e il feeling con l'isola, non è nemmeno lontanissimo. A gennaio 2016, il premier vedeva proprio nell'isola laziale "il rilancio dell'Europa" (1).

Quindi, arriviamo al 22 agosto, al vertice trilaterale: prima proprio nell'isola, il luogo di nascita del sogno federalista di Spinelli, e poi a bordo della portaerei Garibaldi.

L'idea d'Europa che il trio franco - italo - tedesca manda in scena, è quella presentata sinora. In apparenza, i tre sembrano d'accordo su ogni tema, in verità, sono in disaccordo su quasi tutto. Si è parlato di una sorta di "Schengen della Difesa", visti i tristissimi attentati terroristici che hanno sconvolto l'Europa. Poi di immigrazione, del problema dei profughi, dell'estensione dei progetti per le nuove generazioni quali "Garanzia Giovani" ed Erasmus. Apparentemente, tutte bellissime cose, in realtà, sono tutte tematiche sulle quali i tre convenuti hanno fallito. L'immigrazione selvaggia e la cancellazione identitaria hanno generato la ribellione di alcune frange che non si riconoscono nelle nazioni ospitanti, portando a forme di estremismo difficilmente arginabili. Le politiche economiche di rigore ed austerità hanno cancellato le possibilità di risollevare l'economia, causando una sorta di buco generazionale, nel quale chi ora ha un'età compresa tra i 20 ed i 35 anni si ritrova senza prospettive, se non quella di emigrare altrove nell'auspicio di un futuro migliore.

Sembra davvero una beffa: se Spinelli e compagni lottavano per una libertà e un per sogno (ovviamente irrealizzabile, e quindi visto come un'utopia) visto quanto mai lontano, le generazioni che li hanno seguiti hanno avuto quella possibilità, cancellandola nel giro di pochi decenni. Siamo più schiavi di prima, di banca e finanza, di terrorismo e violenza, ed entrambi si sono rivelati fallimentari: sia Spinelli che il trio Renzi/Hollande/Merkel sono stati nemici della vera Europa dei popoli (probabilmente solo intravista da De Gasperi). Ovviamente, a Ventotene si sono criticati i Paesi che hanno un'altra visione di Europa, come l'Ungheria, che protegge i suoi confini e ha indetto un referendum particolare. Infatti, il 2 ottobre i cittadini magiari saranno chiamati a dire se accetteranno o meno la ripartizione di quote di profughi decisa dall'Ue. Inutile dire che il no , in Ungheria, è in vantaggio.

Un'altra Europa, un altro incontro

Come abbiamo potuto già constatare in diverse occasioni, l'idea d'Europa propugnata da Renzi - Merkel - Hollande, non è quella di tutti gli stati membri. In particolar modo, sono proprio i Paesi dell'est ad opporsi all'immigrazione selvaggia, salvaguardando l'identità.

L'incontro che può fare tranquillamente da contraltare a quello di Ventotene è il Forum di Rodi, citato da pochissime agenzie di stampa, tra le quali, la Reuters (2).

Il presidente Miloš Zeman, di Repubblica Ceca, il primo ministro Ungherese Viktor Orban e il premier slovacco Robert Fico, si incontreranno nell'isola di Rodi, in un meeting ideato da un think - thank russo di base in Grecia. Questa convention si tiene dal 2002 sotto la leadership di Vladimir Yakunin, ex dirigente delle Ferrovie Russe e da lungo tempo uomo di fiducia di un altro Vladimir, lo zar Putin (tra l'altro, persona nella lista delle sanzioni americane, alla quale è vietato l'ingresso negli Stati Uniti ed avere commerci in loco). Tutte queste nazioni, si trovano fortemente contrarie alle sanzioni alla Russia. Mentre, l'ipocrisia occidentale e la doppiezza nostrana, manifesta un rifiuto a parole, e nei fatti una conferma alle sanzioni. Siamo purtroppo da sempre campioni di schizofrenia.

I tre paesi non sono solamente d'accordo nell'aprire un serio dibattito europeo contro le sanzioni per eliminarle. Si ritrovano in perfetta sintonia, come già accennato, sul fenomeno migratorio selvaggio che affligge il continente per le sue stesse colpe. Milos Zeman, per la Cecoslovacchia, ha spesso dichiarato che gli immigrati musulmani non possono essere integrati, e la scorsa settimana il vice primo ministro ceco Andrej Babis ha affermato che il suo paese non intende accettare un solo rifugiato.

Robert Fico, per la Slovacchia, ha sottolineato il legame tra terrorismo e migranti, visti anche i recenti tragici fatti. Ed infine, Orban, presidia il confine con la Serbia e l'Austria, ed indice un referendum contro la presenza dei migranti nel suolo nazionale magiaro.

Slovacchia, Repubblica Ceca ed Ungheria rappresentano l'Europa centrale. Questa conferenza, che si terrà dal 30 settembre ed i primi giorni di ottobre, sta a significare un'altra idea d'Europa, completamente diversa. E' contro l'eurocrazia e contro l'ipocrisia. Migliore o peggiore, è differente. Forse, anche grazie alla nuova e risorta Russia.

 

Valentino Quintana - Agenzia Stampa Italia

 

(1) http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/31/renzi-il-rilancio-delleuropa-riparte-da-ventotene/2419600/

(2) http://uk.reuters.com/article/uk-russia-centraleurope-idUKKCN10K1VI

 

 

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