Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Estera

Obama tifa Rodham Clinton per la Casa Bianca. L’unica alternativa veramente democratica e’ a questo punto il repubblicano Donald Trump"

(ASI)  Obama con Hillary Clinton, il corporativismo di partito prevale sui veri interessi nazionali degli Stati Uniti?

Di Prof.Claudio Moffa 6 Luglio 2016 – 08:48 2 min di lettura
Di certo è a rischio la realpolitik in politica estera del Presidente USA negli ultimi anni: non sono cancellabili il defilarsi di Obama dalla guerra di Libia voluta dai falchi proisraeliani Cameron e Sarkozy del 2011, il no all’attacco alla Siria dell’estate del 2013, il moderatismo – al di là delle parole - dimostrato dalla Casa Bianca durante la crisi ucraina di due o tre anni fa, il sì al nucleare iraniano, o l’apertura a Mosca e l’assenso di fatto degli Stati Uniti all’intervento russo a fianco di Assad nell’ottobre 2015.       
Ora invece, dopo aver sostenuto l’altro candidato democratico delle primarie Bernie Sanders, Barack Obama si schiera ufficialmente con la Rodham Clinton: colei che fece una strana battuta sulla morte di Kennedy durante le prime primarie presidenziali, anno 2008, suo concorrente proprio Obama; che durante la guerra di Libia, nelle sue funzioni di capo del Dipartimento di stato, si mostrò più di una volta dalla parte di Cameron e Sarkozy (i due ‘scrocconi’ dell’aggressione a Gheddafi, secondo la parola usata da Barack appena pochi mesi fa); che era favorevole alla linea dura in Ucraina, dalla parte dei golpisti di Kiev, e alla no-flyzone in Siria, contro il Presidente USA e l’altro protagonista delle primarie USA, sconfitto sul filo di lana, appunto Bernie Sanders. Colei che predilige i rapporti con Wall Street invece che quelli con la gente comune, secondo quanto denunciato da Dional Trump. Il quale perciò, resta l’unica potenziale alternativa ‘democratica’ per gli Stati Uniti, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre. Cosa ci sia dietro la sortita di Obama è difficile a dirsi: un bluff dovuto per lealtà di partito? Una vera svolta, dovuta alla ‘certezza’ che la sua ex nemica rimarrà ‘incastrata’ nei nuovi equilibri interni non solo al Partito Demcratico (cui ha alluso Obama qualche settimana fa), ma anche al lobbismo neocons che almeno fin dai tempi di Reagan caratterizza la politica estera di tutte le Amministrazioni americane? Il rschio oltre questi scenari ottimisti resta grande, e Trump è diventato dunque l’unico vero candidato per l’ “America agli americani”, e per una politica estera ispirata (con l’unica eccezione forse, della Cina) al realismo e al rifiuto di nuove avventure belliche.

Prof Claudio Moffa

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