(ASI) Mercoledì 9 dicembre 2015, è successo un fatto davvero insolito. Matteo Renzi avrebbe annunciato di voler bloccare il rinnovo automatico delle sanzioni europee alla Russia.

Una decisione che va contro l'asse di ferro dell'U.E. franco - tedesco e contro gli Stati Uniti, chiedendo la ridiscussione di questa decisione alla scadenza di fine gennaio 2016. Non si sa cosa abbia indotto Renzi di preciso a un gesto a cui gli analisti italiani non erano più abituati da anni: forse le pressioni di determinati ambienti economici italiani, penalizzati dalle controsanzioni di Mosca, oppure ha deciso di voler contare di più nel panorama internazionale ed europeo, ascoltando Berlusconi che si oppone da mesi contro l'isolamento della Russia.

Secondo alcuni, dietro il gesto di Renzi, ci sarebbe la richiesta e la disponibilità di appoggio di Mosca, tramite il Ministro degli Esteri Lavrov, ad una azione militare italiana in Libia, sia per tutelare dalle grinfie dell'I sis il rifornimento di petrolio della Penisola italiana (riprendendo definitivamente le posizioni perse dopo la defenestrazione di Gheddafi), sia ovviamente per motivi umanitari e porre un argine all'invasione selvaggia da parte dei profughi alle coste italiane.

Intervento in Libia contro il Daesh (Isis), già richiesto all'Italia da Obama, a fine novembre, in sede Onu e che ora, con l'appoggio anche della Russia, si rende pressoché doveroso.

L'Italia era stata, negli ultimi anni, troppo appiattita su posizioni europocentriche. Forse, finalmente il governo, ha capito che per tutelare gli interessi italiani, è necessario riportare una politica estera nazionale alla Farnesina, da sempre incentrata su una doppia direttrice, quella europea e quella mediterranea; quest'ultima, piuttosto trascurata negli ultimi anni.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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