(ASI) In riferimento  alla lettera aperta scritta da 47 senatori statunitensi ed inviata ai leader iraniani, il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif , ha così risposto : "a nostro avviso, questa lettera non ha valore legale ed è per lo più una manovra propagandistica.

E' molto interessante il fatto che, mentre i negoziati (sul nucleare iraniano n.d.r.) sono ancora in corso e, mentre non è stato raggiunto un accordo, alcuni gruppi di pressione politici abbiano così paura anche solo della prospettiva di un accordo tanto da  ricorrere  a metodi non convenzionali che non hanno precedenti nella storia diplomatica.

Ciò indica che, così come Netanyahu considera la pace come una minaccia esistenziale,  alcuni, alla stessa stregua,  si oppongono a qualsiasi accordo, indipendentemente dal suo contenuto. Zarif ha espresso stupore  del fatto che alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti abbiamo  trovato opportuno scrivere ai leader di un altro Paese  contro il loro presidente e l'amministrazione. Egli ha sottolineato che dal contenuto della lettera aperta, sembra che gli autori non solo non comprendono il diritto internazionale, ma non sono pienamente consapevoli neanche delle sfumature della propria Costituzione, nella parte a cui si riferisce  ai poteri presidenziali nella conduzione della politica estera.


Il ministro degli Esteri Zarif a tal proposito ha aggiunto "devo portare all'attenzione degli autori un punto importante:  il mondo non è gli Stati Uniti, e, la condotta delle relazioni tra gli Stati è disciplinata dal diritto internazionale, e non dal diritto interno agli USA . Gli autori non possono comprendere appieno che nel diritto internazionale, i governi rappresentano la totalità dei loro rispettivi Stati, sono responsabili per l'atteggiamento da tenere negli affari esteri, sono tenuti a rispettare gli obblighi che si sono impegnati ad avere nelle relazioni con gli altri Stati e non possono in alcun modo far riferimento al loro diritto interno per giudicare l'operato di legittimi governi esteri o invocare l'applicazione dello stesso  per  il mancato rispetto degli  adempimenti internazionali.

 Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto che "Il cambiamento di amministrazione non ha in alcun modo diminuito l'amministrazione dagli obblighi internazionali assunti dalla  predecessore  circa un eventuale accordo sul pacifico programma nucleare iraniano." Ha continuato "Vorrei rendere noto agli autori della lettera che se la prossima amministrazione revocasse  qualsiasi accordo con un tratto di penna, come si vantano, avrebbe semplicemente commesso una palese violazione del diritto internazionale.
Il Ministro degli Esteri iraniano Zarif`ha poi sottolineato che, se la trattativa in corso con P5 + 1 è il risultato di un piano congiunto d'azione globale, non un accordo bilaterale tra l'Iran e gli Stati Uniti, ma è piuttosto un negoziato che si concluderà con la partecipazione di altri cinque Paesi, che sono  tutti  membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, e saranno approvate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza stesso.

Zarif   ha espresso la speranza che le sue osservazioni "possano arricchire la conoscenza degli autori di riconoscere che, secondo il diritto internazionale, il Congresso non può modificare i termini del contratto in qualsiasi momento, come dicono loro, e se il Congresso adottasse ogni misura per impedire la sua attuazione, avrà commesso una violazione sostanziale degli obblighi degli Stati Uniti.

Il ministro degli Esteri ha inoltre informato gli autori che la maggioranza degli accordi internazionali statunitensi in questi ultimi decenni, sono in realtà quello che i firmatari descrivono come "accordi esecutivi semplici" e non trattati ratificati dal Senato.

Egli ha ricordato che "la loro lettera, infatti, mina la credibilità di migliaia di tali accordi esecutivi semplici che sono stati o saranno stipulati dagli Stati Uniti con i vari altri governi.

Zarif  ha concluso affermando che "la Repubblica islamica dell'Iran partecipa a questi negoziati (5P+1 n.d.r.) in buona fede e con la volontà politica di raggiungere un accordo, ed è indispensabile che i nostri interlocutori dimostrino la stessa buona fede e che siano animati dalla volontà politica di rendere  possibile un'intesa ".


Niger September -  Agenzia Stampa Italia

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