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(ASI) Sembra espandersi a macchia d'olio la scia di proteste che, partite dalla Tunisia, stanno investendo tutti i principali paesi islamici. Semplici coincidenze o dietro le rivolte si celi un'oscura regia? Sono proprio le coincidenti casualità a lasciare aperte tutte le ipotesi e l'incertezza delle evoluzioni future. In Egitto, Yemen, Algeria non accenna ancora a placarsi la contestazione dei dimostranti.  Mentre il re di Giordania, Abdallah II, dopo le proteste svoltesi nel regno hascemita sull'onda lunga delle rivolte nei Paesi nordafricani per prevenire ha nominato un nuovo premier con l'incarico di realizzare "vere riforme",.Alla guida del governo e' stato chiamato Marouf Bakhit, già premier dal 2005 al 2007, che succede a Samir Rifai, duramente contestato nei giorni scorsi nelle manifestazioni svoltesi adAmman e in altre citta' contro il carovita.

In questo tumultuoso scenario il fatto nuovo, ma non nella tempistica e nella tecnica, è il diffondersi e l'insinuarsi delle proteste anche in Iran, proprio quando, nella Repubblica Islamica si era da poco festeggiato il 32° anniversario della Rivoluzione iraniana. Tutto avviene nel momento in cui l'occidente aveva paura che l'instabilità politica dei paesi arabi potesse incanalarsi verso forme di governo islamiche simili a quelli instaurati in Iran con la rivoluzione iraniana del 1979. Tumulti iniziati nel bel mezzo della visita in Iran del presidente turco Abdullah Gul che era giunto a Teheran in visita ufficiale di quattro giorni per consolidare le relazioni economico-commerciali tra i due Paesi. A dimostrazione che l'Iran e la Turchia sono sempre più vicini dal punto di vista politico ed economico e, come Ahmadinejad e Gul hanno congiuntamente ribadito:

“ La Repubblica islamica d'Iran e la Turchia sono due paesi influenti in Medio Oriente e la loro cooperazione svolge un ruolo importante nella stabilità in questa regione strategica”.

Contestualmente l'Agenzie d'informazione internazionali che, tra l'altro le maggiori sono controllate dai vari editori Murdoch, Bluenberg, Soros e in Italia da De Benedetti, Berlusconi e Caltagirone portano alla ribalta che ci sarebbero al momento pure delle vittime nel bilancio degli scontri che, da ieri, si sono verificati in varie città della Repubblica Islamica dell'Iran; Le fonti ci riportano che gruppi di manifestanti sarebbero scesi in piazza nonostante il divieto del governo, per sostenere apparentemente le proteste avvenute in Tunisia ed in Egitto. I cortei, organizzati da Mousavi e Karrubi, i due candidati sconfitti alle elezioni presidenziali del 2009, cortei che erano stati vietati dalle autorità iraniane, sono poi sfociati in scontri con le forze armate dispiegate per far fronte ai contestatori.

Già da domenica scorsa gli Usa, usando il social-network Twitter, avevano inviato messaggi al popolo iraniano dove accusavano il governo di Teheran di reprimere le manifestazioni che invece erano appoggiate dallo stesso in altri paesi.

Per correttezza e completezza dell'informazione riportiamo anche la versione ufficiale del governo iraniano:

“ I cortei, che avevano come fine apparente di appoggiare simbolicamente le manifestazioni in Tunisia ed in Egitto, sarebbero stati strumentalizzati dalle potenze occidentali in quanto i dimostranti erano completamente disinteressati allo scopo per cui i cortei erano stati indetti”. Secondo quanto riferisce l’agenzia stampa Fars News, a creare l’episodio sarebbero stati delinquenti comuni, monarchici, terroristi, elementi che hanno in comune il fatto di essere assoldati dagli Stati Uniti e da Israele. La presenza della gente e delle forze dell'ordine ha alla fine indotto questo gruppo alla fuga. Testimoni oculari spiegano che pur essendo un gruppuscolo hanno cercato di creare il maggior disordine possibile; hanno infine aperto il fuoco sulla gente uccidendo un civile e ferendo alcune persone. Il civile ucciso è stato proclamato martire e sono in corso gli accertamenti per arrestare l'assassino. Infine duro è stato il portavoce del potere giudiziario iraniano che ha con fermezza ribadito che gli autori dei disordini di ieri a Teheran verranno processati dalla legge senza alcuna clemenza. Secondo Gholam Hossein Mohsenì Ejeì, i disordini di ieri sono chiaramente opera degli Stati Uniti e delle loro marionette come il gruppetto terroristico dei Munafeqin e che per questo, il potere giudiziario andrà fino in fondo per quanto riguarda il processo dei responsabili.

 



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