(ASI) Esteri - Il Ministero degli Esteri iraniano ha fermamente respinto l’accusa di Israele secondo cui dietro l’invio di missili nella Striscia di Gaza sarebbe opera di Teheran. L’esecutivo iraniano giudica l’’insinuazione fatta da Tel Aviv una grossa bugia e un arteficio fraudolento per isolare l'Iran.
La portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica Marzieh Afkham ha ribadito: “ E’ un nuovo stratagemma per sabotare le recenti intese raggiunte il 24/11/2013 a Ginevra (accordo di Ginevra , soprannominato “piano d'azione comune” , entrato in vigore il 20 gennaio 2014 n.d.r.) e boicottare così i colloqui in atto tra l'Iran i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - gli Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna - più la Germania. L’intento israeliano è quello di bloccare gli sforzi diplomatici per risolvere definitivamente la controversia inerente al programma nucleare iraniano. . La portavoce del ministero degli Esteri Marzieh Afkham ha poi aggiunto: “ l'accusa è stata formulata in concomitanza con la riunione annuale del comitato dell'American Israel Public Affairs ( AIPAC ) negli Stati Uniti e la visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington . Un’azione politico-diplomatica coordinata per esercitare una grande pressione a livello internazionale nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran”. Infine, va riportato che anche Hamas e la Jihad islamica hanno respinto l'accusa israeliana. Un dirigente di Hamas ha definito l’accusa israeliana una mossa pericolosa volta a distogliere l’attenzione internazionale sulla situazione drammatica che sta vivendo la popolazione a Gaza. Il tutto per giustificare il blocco che colpisce da sette lunghi anni la Striscia di Gaza. Infatti, Gaza è stata bloccata dal Regime Sionista nel giugno 2007 e gli organismi internazionali, ancora oggi, non sono riusciti a mettere fine a questa ingiustizia.
Commento: In altre parole, il regime sionista vuole, da un lato, mettere in cattiva luce l’ambivalenza politica del governo iraniano a livello internazionale, dall’altro far fallire il processo pacifico di normalizzazione dei rapporti fra l’Occidente e la Repubblica Islamica dell’Iran, cercando di impedire anche che il Paese islamico sviluppi tecnologia nucleare tale da renderlo indipendente dal punto di vista energetico. Senza dimenticare che la Repubblica Islamica per il suo legittimo programma nucleare a scopi civili è sottoposta da anni da parte del “progredito e democratico” Occidente ad inique, pesanti sanzioni che vanno a colpire tutti gli iraniani. Mentre nulla di simile viene fatto nei confronti di Israele che disponne di un arsenale militare di oltre 200 testate atomiche.
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