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(ASI) Sono passati cinque anni dall’arrivo della crisi finanziaria, e l’Europa sta per terminare la sua riforma più ambiziosa dalla moneta unica, ovvero un’agenzia e un fondo singolo per liquidare le banche in procinto di fallire proprio quando fra un anno la BCE attiverà il meccanismo unico di vigilanza. Si tratterà dunque di un meccanismo unico per la gestione delle crisi bancarie, ulteriore passo per il completamento dell’unione economica. Il ministro delle finanze tedesco si dichiara soddisfatto per l’accordo, che eviterà che le banche in fallimento facciano sprofondare di conseguenza gli Stati, nonostante la Germania rimanga su posizioni rigide. Infatti gli Stati dovranno fare formalmente richiesta di utilizzare il fondo, processo che li costringerà ad uno stretto controllo da parte dei vertici europei. L’accordò dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo entro il termine della legislatura, ovvero entro aprile 2014, mentre il fondo e l’agenzia saranno completati in una decina di anni attraverso una lunga fase transitoria, dunque intorno al 2025. Mentre l’Europa mette a punto questo estremo meccanismo di salvataggio, gli Stati continuano a sprofondare in una crisi sistemica senza precedenti. Aumenta a dismisura la sfiducia verso le istituzioni europee, percepite come burocrazie lontane e disinteressate ai problemi dei popoli europei. Nonostante la crescita di consensi per i partiti euroscettici, l’Europa sembra mantenere il proprio potere di attrarre i popoli degli Stati confinanti. Questo è quello che succede in Ucraina, dove da giorni le piazze sono invase di manifestanti a favore dell’avvicinamento all’asse europeo e contrari all’indirizzo governativo che ha portato il presidente ucraino Viktor Yanukovich ad un accordo da venti miliardi con Mosca. Piazza Maidan di contrappone ai palazzi governativi di Kiev. Quale sarà il futuro dell’Ucraina? Sarà quello di rimanere vincolata alla Russia, in uno strascico della Guerra Fredda? A proposito di Guerra Fredda, che ne sarà dei rapporti fra UE e USA dopo lo scandalo Datagate? Secondo i dati forniti a Bruxelles da Mike Rogers, presidente della Commissione permanente sull’Intelligence del Congresso statunitense, dei 54 attentati terroristici sventati dall’NSA, la maggior parte riguardavano l’Europa. Inoltre ha ribadito che non si tratta di spionaggio economico e che i rapporti commerciali e di scambio di dati bancari, in via di revisione, non dovrebbero subire variazioni brusche. Davanti al potere finanziario e bancario e a fronte di milioni di cittadini europei spiati, dunque, non resta che chiedere agli Stati Uniti: amici come prima?

Guglielmo Cassiani Ingoni – Agenzia Stampa Italia

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