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(ASI) Washington - Democratici e repubblicani, da settimane, stanno mandando un preciso messaggio agli americani: finire nel 'fiscal cliff', il 'baratro' fiscale in cui gli Stati Uniti cadrebbero all'inizio dell'anno senza un accordo per evitare 500-600 miliardi in nuove tasse e tagli alla spesa, sarebbe devastante per il Paese. Ma non sembra che stiano agendo di conseguenza. Questo perché, sottolinea oggi il sito Politico in una sua analisi, per molti politici sarebbe meglio finire nel 'cliff', piuttosto che accettare un accordo duro da digerire, soprattutto per i propri elettori. Per i repubblicani, finire nel precipizio sarebbe l'occasione per rinfacciare al presidente Barack Obama, in un primo momento, l'aumento delle tasse, per poi votare un taglio dell'aliquota per la maggior parte degli americani. Questa strategia permetterebbe ai repubblicani di far accettare alla base un accordo simile a quello proposto in queste settimane, ma rimandato al mittente: un aumento delle tasse per i cittadini con redditi superiori, per esempio, ai 400.000 dollari. Sarebbe insomma un cattivo accordo ora, ma un buon accordo a gennaio. Al contrario, per i democratici sarebbe meglio finire nel precipizio, piuttosto che dare il via libera all'aumento delle tasse solo per i cittadini con redditi superiori al milione, come proposto dallo speaker della Camera, John Boehner, con il suo 'piano B'; o, peggio ancora, estendendo gli sgravi fiscali decisi dall'amministrazione Bush, ora in scadenza, a tutti - facendo così cadere la scure su Medicare (il programma di assistenza sanitaria) e Social Security (il sistema di previdenza) per tranquillizzare i repubblicani. Anche loro vedono un vantaggio nel poter negoziare una volta che i repubblicani si sentiranno liberi di non mantenere la promessa iniziale di non votare un aumento delle tasse, che nel frattempo - con gli Stati Uniti nel precipizio - si sarebbe già verificato. Barack Obama ha invitato alla Casa Bianca i leader del Congresso, oggi alle 15 (le 21 in Italia), per un ultimo tentativo: ci saranno i democratici Harry Reid e Nancy Pelosi, e i repubblicani Mitch McConnell e John Boehner, lo speaker della Camera incapace di far votare ai repubblicani il suo piano. A Washington nessuno vuole perdere, ma tutti sanno che non potranno uscire vincitori da un accordo trovato a poche ore dal fiscal cliff. Così Camera e Senato, repubblicani e democratici, si accusano a vicenda per lo stallo nelle trattative. In attesa del nuovo anno, procedono dritti verso il precipizio. Come Thelma e Louise.

Fonte Irib: http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/118731-usa-fiscal-cliff,-il-rischio-del-baratro-non-dispiace-a-tutti

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