(ASI) Lettere in redazione Mentre il capo della polizia pansa usa termini offensivi nei confronti del proprio personale, lo stesso dimostrando disattenzione e forse anche menefreghismo, si dimentica di come siano costretti a lavorare in emergenza i poliziotti, con materiale da ordine pubblico vecchio, sporco e rotto e quindi non più rispondente alle funzioni per cui è stato costruito.

In polizia quindi non ci sono solo “cretini” ma ci sono menefreghisti, disattenti, dimenticoni e altro, ma per educazione ci fermiamo qui.... Grazie al prefetto di Roma.

 

Senza voler entrare nel merito delle affermazioni del Capo della Polizia Pansa, che ha definito “cretino” il poliziotto che ha calpestato la ragazza a terra, perchè ci sono bastate le dichiarazioni del Prefetto di Roma dott. Pecoraro che ha elogiato le forze dell’ordine, noi qui a Venezia vorremmo far arrivare la nostra voce proprio al Capo affinché si renda conto come sono costretti a lavorare i poliziotti (cretini?) nella provincia di Venezia. Caschi da ordine pubblico, vecchi, sporchi, usurati e non più idonei per i servizi da OP. Mentre lui si prende il lusso di dare del cretino ad un poliziotto, secondo noi qualche termine diverso poteva essere usato da un Capo, i poliziotti a Venezia, Mestre e Chioggia e non solo, sono costretti a lavorare in condizioni di emergenza, indossando caschi non più rispondenti alle loro funzioni di protezione. Oltre alla sporcizia interna, alla mancanza dell’imbottitura, alla mancanza dell’etichetta con la misura ecc, gli stessi, quando i colleghi si trovano a correre, ballano in testa oscurando anche la visuale dell’agente che lo indossa. Ma questo sembra non interessare nulla ai nostri vertici, sempre pronti a denigrare, anche con offese gratuite il proprio personale. Per questo come UGL Polizia di Stato di Venezia, denunciamo per l’ennesima volta come siano obbligati a lavorare i poliziotti durante i delicati servizi da OP, precisamente riferendosi al materiale da ordine pubblico inadeguato, auspicando nel contempo che si apra quanto prima una vera e propria discussione sulle "regole di ingaggio e su nuove norme che regolamentino il diritto costituzionale di manifestare", oltre alle difficoltà vissute dagli operatori difronte alle vili aggressioni con bombe carta e sassate.

 

Mauro Armelao

Segretario Generale Provinciale

UGL Polizia di Stato di Venezia

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