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Lettere in redazione

Comunicato stampa dell’ex sindaco Adolfo Orsini sul congresso Pd a Città di Castello.

Di Redazione ASI 29 Ottobre 2013 – 16:19 3 min di lettura
(ASI) Apprendo dagli organi di stampa che un gruppo di una trentina di dirigenti del PD che appoggiano la candidatura di Matteo Renzi nella corsa alla segreteria nazionale, ha sottoscritto un documento che, tra gli altri nobili fini, proclama di voler andare al superamento delle “correnti senza etica” e delle “nomenclature senza radicamento popolare” e promuovere la pratica dell’ “etica della responsabilità e della coerenza.

A proposito di coerenza, se questo alto concetto significa corrispondenza tra ciò che si dice essere giusto e ciò che si fa, bisogna ricordare a diversi tra i sottoscrittori del documento che il loro candidato alla segreteria nazionale, Matteo Renzi, ha sempre sostenuto il metodo delle primarie per l’affidamento di incarichi politici e istituzionali. Cioè, una sottoposizione dei candidati a competizioni aperte e al giudizio democratico e popolare, che è l’esatto contrario dell’essere eletti nei listini bloccati senza preferenze, cosa che ad alcuni di loro è capitata con puntualità svizzera.

E, sempre a proposito di coerenza del documento con i proclami renziani vorrei far rilevare che il sindaco di Firenze, tra i pochi punti chiari e concreti del suo programma  elettorale, ha sempre messo l’abolizione delle Province, mentre  molti dei firmatari si sono distinti per aver sempre sostenuto che quegli enti sono da conservare. Inoltre, il documento striglia il gruppo dirigente tifernate, di partito e istituzionale, e i compromessi al ribasso tra di essi. Ma tra i firmatari si leggono le firme del segretario in persona del Pd di Castello e di ben 4 membri della Segreteria che, dunque, in omaggio alla coerenza dovrebbero dimettersi; e hanno firmato, anche, sei o sette tra assessori e consiglieri comunali che forse, prima che in documenti dati alla stampa, dovrebbero spiegare nelle sedi istituzionali il loro disagio.

Ma la cosa forse più sorprendente e incoerente rispetto all’obiettivo proclamato di “concretizzare le speranze di chi non si rassegna” è che il documento, prodigo di paternali e dichiarazioni di principio, in compenso nulla dice sulle cose da fare in concreto per la città e il suo sviluppo. Nel panorama anchilosato della politica italiana e locale, la vera novità sarebbe invece, appunto, quella di dare risposte e proposte serie, come io tempo fa avevo proposto di fare attraverso un documento da discutere al congresso.

Un’ultima annotazione merita la trasversalità del documento. Molti firmatari sono per Renzi segretario nazionale eppure, a livello locale, e cioè per la segreteria provinciale del PD, voteranno non per il renziano Bocerani, ma per candidati che invece appoggiano Cuperlo. Un esempio fulgido di laica trasversalità, purtroppo non accolto con entusiasmo dagli iscritti del partito tifernate che, nei circoli cittadini, rumoreggiano e non fanno più mistero di sentirsi trattati come pedine da muovere per fini personali di qualcuno quando ci sono appuntamenti congressuali o elettorali, e non per mobilitare battaglie e obiettivi politici. Vorrei informare i sottoscrittori del documento che proprio gli iscritti di base hanno coniato il termine “culocrazia” per qualificare questa tendenza irrefrenabile dei gruppi dirigenti a scomporsi, mischiarsi e ricomporsi come se l’identità fosse un optional da usare solo se e quando serve per trovare una poltrona dove poggiare il proprio pregiato fondoschiena.

Adolfo Orsini, ex Sindaco di Città di Castello
Nota della Redazione

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