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(ASI) Reggio Calabria. Lettere in Redazione - Incidentalmente siamo venuti a conoscenza di un particolare, all’apparenza insignificante, ma, al contrario, particolarmente “succulento” riguardo la recente visita nella nostra città del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.

 

Come noto, il Ministro Cancellieri, nei giorni scorsi, ha inaugurato, dopo una vergognosa attesa lunga oltre 10 anni, il nuovo carcere di Arghillà.

Una tipica manifestazione caratterizzata dal classico taglio del nastro e dalle “foto-ricordo” di circostanza. Insomma, nulla di strano rispetto al protocollo che  contraddistingue questo tipo di cerimonie.

A distanza di qualche giorno, invece, abbiamo “scoperto” che è accaduto qualcosa di molto strano.

Arghillà, come noto, si trova ad un tiro di schioppo dallo svincolo autostradale di Catona e chiunque intenda recarsi in quella località, nessuno escluso, la raggiunge attraverso il breve tragitto che, appunto, da Catona porta ad Arghillà.

E’ ovvio che nel caso di transito di importanti personalità si punta, per ovvi motivi di sicurezza, ad evitare lunghi tragitti in macchina.

Purtroppo, tutto questo vale dovunque e per chiunque, ma non è accaduto in occasione della visita del Ministro Cancellieri.

Infatti, il Guardasigilli è stato incolpevolmente costretto ad allungare di molti, anzi troppi, chilometri il percorso alla volta di Arghillà con i conseguenti rischi per la sua incolumità e sicurezza, poiché qualcuno ha deciso che per raggiungere il nuovo carcere fosse necessario un cammino molto lungo e decisamente scomodo che, partendo da Gallico, ha raggiunto Villa San Giuseppe per poi arrivare alla destinazione finale del carcere di Arghillà.

Un tragitto impervio e cervellotico che, nonostante l’iniziale irrazionalità, ha una sua malcelata e limpida motivazione.

Qualcuno, facendo allungare il corteo ministeriale di oltre 10 km, ha deciso di risparmiare ed evitare al Ministro Cancellieri il passaggio e la vista del “ghetto” di Arghillà: un vero e proprio ghetto caratterizzato da vere e proprie discariche a cielo aperto, montagne di spazzatura, carcasse di ogni tipo ed enormi voragini nelle strade trasformate in mulattiere. Una situazione che gli incolpevoli cittadini di Arghillà sono costretti a subire per colpa delle indubbie responsabilità provocate dalle precise scelte amministrative effettuate dall’ex sindaco Scopelliti durante la sua fallimentare gestione del comune di Reggio.

Incredibilmente qualche personaggio, come se volesse nascondere la polvere sotto i tappeti, ha deciso di bypassare e celare la tragica devastazione del territorio che i cittadini, in questa circostanza quelli di Arghillà, sono quotidianamente costretti a subire.

E’ stata una scelta sbagliata e, francamente, inutile poiché le malefatte e la distruzione della città provocata dal “modello Reggio” di Scopelliti sono sotto gli occhi di tutti e nessuno le può annullare.

L’unica nota positiva della vicenda è rappresentata dal fatto che i cittadini di Villa San Giuseppe, dopo moltissimi anni, hanno rivisto, la mattina dell’inaugurazione, numerosissimi operai nelle strade della loro frazione impegnati a pulire le arterie e a coprire buche ataviche e dimenticate da troppo tempo.

Al Ministro Cancellieri ci permettiamo sommessamente di suggerire di chiedere conto del perché qualcuno le abbia nascosto la tragica realtà che contraddistingue il territorio di reggino.

IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

Ivan Tripodi

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