Pompei, la cultura che crea occupazione

L’Italia ha una leva economica importante, una punta di diamante del turismo di massa a livello mondiale: Pompei.

(ASI) L’area archeologica più famosa al mondo non é solo uno scavo con dei reperti riemersi dalla lava che aveva seppellito ogni cosa, ma é soprattutto uno stato dell’anima, un’emozione globale che coinvolge ogni singolo visitatore che si trova ad immergersi nella storia reale e coinvolgente del sito archeologico.

Ma non solo anima, ma anche portafogli:da quindicimila a oltre ventimila visitatori al giorno, e questi sono solo parte dei numeri di un successo strabiliante. 

“Il parco archeologico di Pompei - sottolinea Gianni Lepre, economista e consigliere del ministro della Cultura Sangiuliano - come i tanti musei a Napoli e in tutta la regione, evidenzia la ripresa in atto, ma sono gli ingressi gratuiti delle prime domeniche del mese che segnano la differenza”. 

“A Pompei la folla è una costante ed anche gli incassi - puntualizza Lepre - il nocciolo della questione è di governare i flussi, cosa che finora può dirsi con soddisfazione ampiamente riuscita, e non solo a Pompei, anche nelle stessa Napoli che nell’ultimo anno, si é imposta a capitale indiscussa del Mediterraneo”. “A Pompei - ha poi proseguito il prof. Lepre - lo Stato ha investito e continua a investire, a partire dai fondi del Ministero della Cultura, per proseguire con il Pnrr e altri programmi europei e nazionali, come puntualizzato dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, e fino al 2026 ci sono in dotazione più di 100 milioni di euro”. 

“In prospettiva occorrerà aumentare anche i livelli occupazionali. Già al momento, nei siti di Pompei lavorano 217 dipendenti del Ministero della Cultura, ma la pianta organica ne prevede quasi 400 e alcuni vuoti potrebbero essere colmati da un bando di recente varato dal Ministero” - ha poi concluso Lepre.

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