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Economia

Milano, quasi metà del risparmio sull'affitto si perde per andare al lavoro CNA Milano: “Un peso per famiglie e imprese. Servono politiche integrate su casa, trasporti e competitività”

Di Redazione ASI 22 Giugno 2026 – 09:16 2 min di lettura

(ASI) A Milano oltre il 43% del risparmio ottenuto scegliendo una casa fuori città viene assorbito dai costi della mobilità quotidiana. Un fenomeno che pesa sul bilancio delle famiglie, costrette ad allontanarsi dal capoluogo per trovare affitti più accessibili, ma che incide anche sulla competitività delle imprese artigiane, chiamate ogni giorno a sostenere costi crescenti per raggiungere clienti, cantieri e fornitori.

Chi lascia il capoluogo lombardo per risparmiare sulla casa recupera in media 5.400 euro l'anno, ma ne spende oltre 2.300 in carburante, manutenzione e spostamenti. Per gli artigiani il conto della mobilità arriva fino a 8mila euro l'anno per veicolo

(ASI) A Milano oltre il 43% del risparmio ottenuto scegliendo una casa fuori città viene assorbito dai costi della mobilità quotidiana. Un fenomeno che pesa sul bilancio delle famiglie, costrette ad allontanarsi dal capoluogo per trovare affitti più accessibili, ma che incide anche sulla competitività delle imprese artigiane, chiamate ogni giorno a sostenere costi crescenti per raggiungere clienti, cantieri e fornitori.

È quanto emerge da un'analisi di CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro, che fotografa una criticità sempre più evidente nell'area metropolitana milanese.

Una famiglia che decide di trasferirsi fuori Milano può risparmiare mediamente 5.400 euro all'anno sul canone di locazione, ma deve sostenere oltre 2.300 euro di maggiori spese tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altri costi di mobilità. Il beneficio economico reale si riduce così a poco più di 3.000 euro l'anno.

“Quando casa e lavoro si allontanano, aumentano i costi per tutti - dichiara Matteo Reale, presidente di CNA Milano -. Le famiglie vedono ridursi il proprio reddito disponibile, mentre le imprese devono sostenere spese sempre più elevate per garantire servizi, assistenza e interventi sul territorio. È una dinamica che rischia di indebolire la competitività dell'area metropolitana e di rendere Milano sempre meno accessibile proprio per chi ogni giorno la fa funzionare”.

Secondo CNA Milano il problema riguarda dunque anche le imprese, soprattutto quelle artigiane che lavorano ogni giorno sul territorio. Per installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti, infatti, la mobilità non è una scelta ma uno strumento di produzione.

Secondo l'analisi di CNA, un serramentista percorre mediamente 20 mila chilometri all'anno, sostenendo costi superiori a 4.500 euro per veicolo. Un elettricista arriva a spendere circa 5.600 euro l'anno, mentre termoidraulici e manutentori, con percorrenze intorno ai 30 mila chilometri, affrontano costi fino a 6.700 euro. Per gli installatori di impianti, impegnati quotidianamente tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, la percorrenza può raggiungere i 35 mila chilometri l'anno, con una spesa che sfiora gli 8.000 euro per ciascun mezzo operativo.

“Per un'impresa artigiana il furgone è un laboratorio viaggiante - afferma Reale -. Ogni aumento del costo della mobilità riduce i margini, limita gli investimenti e incide sulla competitività. Per questo casa, trasporti e politiche per le imprese non possono essere affrontati separatamente. Milano e la sua area metropolitana hanno bisogno di una strategia che favorisca l'accessibilità, rafforzi il trasporto pubblico, rendendolo più capillare ed affidabile per sicurezza e puntualità, e renda più sostenibile vivere e lavorare sul territorio”.

 

 

 

 

 

 

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