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(ASI) Bruno: “Altro che aumento, il Governo compia un atto di coraggio e riporti l’Iva al 20%”. Governo timido e arroccato. Per il vicesegretario nazionale PSDI Antonio Bruno occorre passare dal “Governo del Fare” ad un esecutivo capace di osare. «Il “Decreto del Fare” varato nelle ore scorse rappresenta un timido segnale di iniziative per il bene del Paese. Ma l’Italia, di fronte ai drammi che sta vivendo a causa della crisi economica, non di timidezza ha bisogno, bensì di coraggio. Si passi dal “Governo del Fare” al “Governo capace di osare” nell’interesse dei cittadini».

Questo il perentorio monito al Governo Letta da parte del vicesegretario nazionale PSDI Antonio Bruno, che continua: «I provvedimenti appena varati rappresentano solo un primo, piccolo passo nel segno del risanamento dei conti.

Ma oggi non è certo questa la priorità, di fronte alle emergenze che attanagliano famiglie e imprese, mentre il Paese perde ogni giorno competitività sui mercati esteri».Le risorse per gli interventi urgenti, dal credito agevolato per le aziende, a quello sui mutui per le famiglie, per Bruno vanno prelevate dal taglio netto alle spese enormi che si continua a sostenere. Le sforbiciate già fatte non bastano e c’è il rischio che rappresentino, anzi, solo una copertura di facciata. «Non vi è alcun motivo – incalza - per cui i funzionari di Palazzo Chigi o degli apparati ministeriali debbano continuare ad avere nella loro disponibilità auto blu, autisti e relativi costi. Nè si vede la ragione per cui l’esecutivo “avochi” ad un ministero la signora Rauti-Alemanno, proprio quando il marito perde la poltrona in Campidoglio». «Avendo ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Difesa so bene quanto talune spese militari siano indispensabili alla sicurezza del Paese, ma questo non significa – è l’affondo di Bruno – che in un periodo così drammatico si continuino ad acquistare oltre cento velivoli da guerra dai costi stratosferici». Infine la sfida: «Con la secca riduzione di queste ed altre spese, il Governo non solo troverà le risorse per non aumentare l’Iva, ma potrebbe riuscire a riportare l’imposta ai valori pre-governo Monti. Con l’Iva al 20% restituiremmo una grossa boccata d’ossigeno ai consumi e il rilancio dell’economia sarebbe avviato su un percorso assai meno arduo di quello che abbiamo di fronte adesso».

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