(ASI) Quando si parla di droni, il dibattito pubblico tende a concentrarsi su sicurezza, incidenti e responsabilità civile. Molto meno spazio viene riservato a una trasformazione più silenziosa ma strutturale: la nascita dell’U-Space, il nuovo sistema europeo di gestione dello spazio aereo per le operazioni con droni.
L’U-Space, infatti, non è soltanto un’infrastruttura tecnologica, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nella regolazione amministrativa, introducendo decisioni automatizzate e attribuendo a soggetti privati funzioni che incidono direttamente su diritti, libertà economiche e poteri pubblici.
Cos’è l’U-Space e perché segna una svolta regolatoria. L’U-Space è stato introdotto dal Regolamento (UE) 2021/664 con l’obiettivo di consentire l’uso massivo e sicuro dei droni, soprattutto in contesti urbani e ad alta densità di traffico. Il sistema è progettato a livello europeo dall’EASA e attuato a livello nazionale dalle autorità aeronautiche, in Italia dall’ENAC. La novità non risiede tanto nelle regole di volo, quanto nel modo in cui le decisioni vengono assunte: non più tramite provvedimenti amministrativi tradizionali, ma attraverso piattaforme digitali in grado di gestire in tempo reale accessi, priorità e restrizioni dello spazio aereo.
Quando il potere amministrativo diventa digitale. Nel cuore dell’U-Space operano gli U-Space Service Providers (USSP), fornitori di servizi certificati che consentono o impediscono il volo dei droni in determinate aree e condizioni. Si tratta di soggetti formalmente privati, ma che applicano norme pubbliche e producono effetti giuridici immediati sugli operatori UAS. In molte aree designate come U-Space, senza l’intermediazione di un USSP non è possibile operare. Ne deriva una questione giuridica centrale: soggetti privati finiscono per esercitare funzioni tipicamente pubbliche, incidendo sulla libertà di iniziativa economica e sull’accesso allo spazio aereo.
Decisioni algoritmiche e diritti degli operatori. Uno degli aspetti meno discussi riguarda la decisione automatizzata. Autorizzazioni, limitazioni o dinieghi possono derivare direttamente da un algoritmo, senza un intervento umano immediato. Ciò solleva interrogativi di primo piano: come si motiva una decisione automatica? Chi risponde di un errore del sistema? A chi può rivolgersi l’operatore per contestare un diniego? Il rischio è quello di un’amministrazione sempre più efficiente, ma al tempo stesso meno trasparente, in cui il potere pubblico si esercita attraverso regole tecniche difficilmente comprensibili e sindacabili.
Il ruolo dell’autorità pubblica tra governo e vigilanza. Nel modello U-Space, l’autorità nazionale non gestisce direttamente il traffico dei droni, ma si limita a certificare i fornitori di servizi, vigilare sul loro operato e intervenire in caso di violazioni. Si tratta di un modello coerente con le moderne politiche europee di regolazione, ma che pone una questione di fondo: la sola vigilanza ex post è sufficiente a garantire legalità, proporzionalità e tutela effettiva dei diritti? Il diritto amministrativo è chiamato a confrontarsi con una nuova forma di potere, meno visibile ma non per questo meno incisiva.
Una sfida che va oltre il settore dei droni. L’U-Space non riguarda soltanto il diritto aeronautico. È un caso di studio avanzato di amministrazione digitale, in cui la decisione è automatizzata, il potere è distribuito tra pubblico e privato e le garanzie tradizionali devono essere ripensate. Lo spazio aereo a bassa quota diventa così il banco di prova di un nuovo equilibrio tra tecnologia, regolazione e Stato di diritto.
In sintesi, l’U-Space. Sistema europeo di gestione del traffico dei droni, basato su servizi digitali obbligatori, caratterizzato da decisioni spesso automatizzate, gestito da fornitori privati certificati e supervisionato dalle autorità aeronautiche.
Le principali fonti normative. Regolamento (UE) 2021/664 sull’U-Space, Regolamenti (UE) 2019/947 e 2019/945 sulle operazioni e sui requisiti tecnici UAS, documentazione ufficiale EASA su Drones& Air Mobility e regolamenti applicativi ENAC.
In conclusione l’U-Space rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti del diritto aeronautico europeo, ma soprattutto mostra come il diritto amministrativo sia chiamato a misurarsi con una nuova realtà: l’amministrazione algoritmica, nella quale il potere pubblico non scompare, ma cambia forma. Ed è proprio in questo cambiamento che si gioca una delle sfide giuridiche più significative dei prossimi anni.
Francesco Maiorca – Agenzia Stampa Italia
*Immagine generata con A.I. ChatGTP.



