Sono nature morte già destinate a un’esposizione in Giappone.

(ASI) Padova. 5 ulteriori, clamorosi prestiti sono stati concessi alla grande esposizione padovana su Vincent van Gogh. Portando così a ben 83 le opere dell’Olandese schierate dalla rassegna che prenderà il via il prossimo 10 ottobre al Centro Culturale Altinate San Gaetano e toccando praticamente quota 100 per quanto riguarda il numero complessivo delle opere in mostra (accanto alle 83 di Van Gogh vi sono infatti anche selezionatissimi capolavori di artisti che per lui hanno contato, da Gauguin a Millet, da Seurat a Signac fino ai giapponesi).


La notizia di questo ulteriore, eccezionale prestito è stata confermata al curatore Marco Goldin in concomitanza con l’avvio, il primo settembre, delle prevendite e delle prenotazioni per la mostra (call center 0422.429999, www.lineadombra.it).
Va ricordato che per effetto della normativa in vigore, in mostra si potrà accedere preferibilmente su prenotazione e con accessi precisamente contingentati ogni dieci minuti. Situazione che consentirà al visitatore di godere nel migliore dei modi, e in tutta sicurezza per le misure di distanziamento, dell’emozionate sequenza di capolavori che Linea d’ombra, con il Comune di Padova e Gruppo Baccini, quest’ultimo in veste di main sponsor, propone al San Gaetano.
"È chiaro – sottolinea Goldin - come l’inserimento di queste bellissime nature morte, prestiti prestigiosi dell’ultimo momento dal Kröller-Müller Museum, sia un ulteriore fiore all’occhiello all’interno di una mostra già straordinaria per la qualità. Erano opere destinate a una mostra sulle nature morte di Van Gogh prevista in autunno in Giappone, mostra che è stata annullata. Questo consente all’esposizione padovana di fare un ulteriore, grande passo verso quella fedele e precisa ricostruzione storica della vita e dell’opera di Van Gogh. Le nature morte dipinte a Parigi tra il 1886 e il 1887 sono, al pari dei paesaggi di Montmartre e degli autoritratti - tutti temi già compresi nella mostra, con capolavori -, il vero modo di intendere la nascita di quel colore nuovo che, al contatto con l’opera di impressionisti e postimpressionisti, Van Gogh fa suo prima di prendere la via per la Provenza”.
Ma vediamo quali opere arriveranno a rendere ancora più unica la mostra di Padova.
In ordine di esecuzione, il primo dei 5 dipinti è la “Natura morta con mele e zucche” creata da Van Gogh nel settembre 1885. “Si tratta di uno degli ultimi quadri dipinti a Nuenen in Olanda, prima che l’artista si trasferisse ad Anversa e poi a Parigi. È un quadro in cui, al pari di certi paesaggi contemporanei, si accendono i primi colori luminosi”, anticipa il curatore.
Davvero curioso il dipinto dedicato alle “Aringhe affumicate”, su cui Van Gogh si è impegnato nell’estate 1886. “In quest’opera, nonostante l’immersione nel colore che l’artista stava vivendo a Parigi, i colori fondi e scuri olandesi ancora dominano la composizione”.
Con “Rose e peonie” del giugno 1886, "i colori si aprono quasi in una sinfonia che modifica già di molto l’intonazione cromatica”. E il passaggio ulteriore verso il colore nuovo è evidente nella monumentale e bellissima “Natura morta con fiori di campo e rose”, del 1886/1887. “Si tratta della natura morta di più grande formato mai dipinta da Van Gogh, dove soprattutto il rosso ormai esplode nella sua ricchezza e sontuosità”, annota Goldin.
Infine, “Fiori in un vaso blu”, opera del giugno 1887. “In questo quadro la transizione cromatica è ormai compiuta, memore anche della ricerca puntinistica derivata dalla pittura di Seurat. Van Gogh è pronto per la sue esperienza provenzale che comincerà di lì a pochi mesi”.
Per cui la mostra del San Gaetano, arricchendosi di questi dipinti potrà dare perfetto racconto di quel fondamentale momento di passaggio, tra 1886 e 1887 a Parigi, in cui Van Gogh, al contatto con le migliori espressioni dell’arte moderna, abbraccia quell’immagine di sé che lo renderà per sempre riconoscibile.

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