(ASI) Non ricordava l’ultima volta che nevicò d’aprile. Da qualche tempo, a pensarci, erano sempre di più le cose che ricordava vagamente o che stava dimenticando del tutto.

Era come se ad un tratto dei suoi giorni, avesse incominciato a prendere le distanze dal mondo che gli girava intorno. Lui nemmeno se ne accorgeva: reiterava le domande, cantilenando, fino allo spasimo altrui, s’acquietava, senza espressioni sul volto, alle risposte rassicuranti dei famigliari e degli amici in visita, pareva appisolarsi sulla poltrona, il plaid sulle ginocchia, fino a che non si destava con domande nuove, frammezzate a lunghi silenzi.

La nevicata d’aprile lo colse davanti alla finestra. Aveva lasciato la poltrona, senza un motivo. Vagò da una stanza all’altra con lo sguardo fisso nel vuoto, si fermò dietro i vetri della sala buona, scostò le tendine di merletto e restò investito da quella visione fuori tempo che appariva come una grazia inconsapevole. La neve scendeva con leggiadria di zucchero velato.

Non c’era soffio di vento ad arruffarla. Silenziosa cadeva nel silenzio delle cose. Una musica non udita la trasportava come per una danza. Non era frenesia di vortice ma un lento da ballare in coppia. La danza sfiorava i mandorli della distesa che sembravano nuovamente fiorire; accarezzava i narcisi rinati nel greppo roccioso dell’orto, respirava lungo il filare della recintura, ischeletrito ancora, si acquietava sopra la terra spoglia per ricominciare daccapo, senza fine.

Il suo fiato rendeva a tratti opachi i vetri. Lui vi passava la mano sopra con movimento leggero, e sembrava essere tornato ragazzo, quando su quelle opacità disegnava figure e lettere d’alfabeto per cancellarli subito dopo, in attesa di nuovi sospiri. Improvvisamente, come sprazzo di sole apparito tra una copertura di nuvole, un sorriso lungo gli aperse le labbra serrate. Gli risero gli occhi ridiventati vivaci e tutto un mondo lontano gli passò davanti con frenetica dolcezza.


Nevicava anche allora. Sua madre continuava a sferruzzare per confezionare maglie di lana, guanti e calzettoni lunghi per il lungo inverno. Si rivedeva chiaramente. Maglione di lana. Sopra i calzoni corti un cappottino di panno grigio. Scarponcini fatti su misura, come si usava allora, dal calzolaio di famiglia, con lunette e chiodi per arginarne il consumo e impedire dannose scivolate. Una sciarpa attorno al collo, annodata davanti perché lo tenesse più caldo.

Si vestiva così, d’inverno, sotto la neve che scendeva abbondante. Si doveva salire sui tetti per spalarla sulla strada e scongiurarne il crollo. C’era una foto di suo padre custodita nell’albo, a ricordarlo. Uno scatto solo, nella pausa tra un colpo di pala e l’altro. Era appoggiato sul manico, a braccia incrociate, alla stregua dei pastori che attendono al gregge al pascolo, con la pazienza del tempo dilatato che egli stesso aveva sperimentato da ragazzo.

Quante volte gliene aveva parlato suo padre. Quelle giornate che non finivano mai, il pasto frugale tirato fuori dalla sacca di tela, pane e formaggio, ed era già un lusso, innaffiato dall’acqua delle Cupelle. E tra le ore i canti dei classici mandati a memoria. Gli stessi che da adulto ripeteva ai figli, narrando le gesta di Orlando o ricordando Pia de’ Tolomei, esiliata entro una torre, in maremma, dalla gelosia ingiustificata del marito e morta di struggimento.

Ora la neve s’era fatta più intensa, i fiocchi erano diventati farfalle, come quelle che s’accumulavano lungo le vie e sopra la scalinata di san Bernardino quando andava alle elementari, all’Aquila, e prendeva a tirare palle di neve con i compagni di scuola, dopo aver giocato alle impronte, sdraiandosi sopra tutto quel candore, incurante dei vestiti intrisi e delle infreddature.


Sorrise rivedendosi con i calzoni corti. Allora si portavano d’estate e d’inverno e a quelli lunghi si accedeva solo al primo anno delle Superiori. Questo particolare lo aveva sempre divertito, nella pienezza della lucidità. Il freddo ci ha temprati, diceva con orgoglio ai figli, nella casa riscaldata all’eccesso. E anche adesso si rivedeva in quella foggia, come per la prima comunione quando vestito di bianco fu portato con il fratello nella piazzetta dei Nove Martiri per la foto ricordo. Anche quella foto è nell’albo, la giacca tanto lunga che copre i calzoncini troppo corti sopra le ossute ginocchia. Era felice, pensò, come non lo era più stato.

Improvvisamente fece memoria di quanto una santa monaca gli disse decenni più tardi. La felicità è uno stato transitorio. Attimi interrotti dal dolore. E’ la beatitudine che dura per sempre, perché è quiete dell’anima che viene da Dio e vive di innocenza. La neve d’aprile non cadeva più. L’uomo si scosse di colpo, il suo volto allontanò ogni cenno di sorriso. Tornò a sedere in poltrona, il plaid sulle ginocchia. Gli altri non lo sapevano, ma era beato.

Mario Narducci *

 

 

*giornalista e scrittore

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Ultimi articoli

Bologna, Matone (Lega): Lepore poco accorto nel sostenere manifestazione 

(ASI) Roma – “La prima istituzione a non fare il suo dovere è stato proprio il Comune. Non chiami in causa altri organismi dello Stato.

Vertice Meloni-alleati: più fondi contro il caro energia grazie alla flessibilità UE

(ASI) Roma - Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Palazzo Chigi i leader della maggioranza – Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi – per il consueto confronto ...

Pietro Serbassi (FAST Confsal):  “Serve ascolto per garantire sicurezza e qualità del lavoro”

(ASI)Roma –  "In un momento segnato da tensioni, disagi e incertezze nel mondo del lavoro, ribadiamo che il confronto non è un ostacolo, bensì la condizione necessaria per garantire sicurezza, ...

Nuovo Codice della strada, Ministro Salvini avvia confronto con associazioni e categorie sulla revisione

(ASI) Al via al MIT il confronto sulla revisione del Codice della strada. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha presieduto oggi la consultazione pubblica con le ...

Giotto, l’uomo che dipinse le emozioni di Elisa Fossati

(ASI) Ho visitato da poco la Cappella degli Scrovegni a Padova. Entrando, la prima sensazione è quella di sentirsi avvolti dal colore. Gli affreschi di Giotto ricoprono quasi ogni parete ...

Lista Civica Italiana: Una rete per una legge elettorale costituzionale e per superare i pessimi rosatellum e melonellum

(ASI)"Gli enti firmatari di questo comunicato stanno avviando la costituzione di una rete che abbia al centro l’ottenimento di una la legge elettorale costituzionale.

Ue, Tiso (Euromò): “Europa ritrovi la forza dei valori: dai pensieri nascono le azioni”

(ASI) "L'Europa ha bisogno di ritrovare prima di tutto se stessa. Non bastano regole, trattati o strategie economiche: serve una comunità fondata su valori condivisi, sulla ragione, sulla coerenza e ...

Agricoltura, Confeuro: “Bene 500 mln Ue per Emilia-Romagna. Ora Pac che protegga davvero agricoltori”

(ASI) "Il via libera della Commissione europea al programma italiano da 500 milioni di euro destinato a sostenere le imprese agricole colpite dalle alluvioni e dalle frane del settembre 2024 in Emilia-Romagna ...

Sentenza Roggero e Grazia Presidenziale: la nota del Segretario del Partito Popolare del Nord

(ASI) *In questi giorni sento di dire di tutto sulla possibile grazia. Ho vissuto in prima persona sulla stessa tematica un conflitto con l'allora presidente Ciampi.

Sicurezza. FdI presenta ddl: ma più delinquenti risarciti dalle vittime

(ASI) "Fratelli d'Italia è orgogliosa che il Governo abbia recepito una proposta che sosteniamo da tempo: chi sceglie di commettere un reato e mette in pericolo la vita o l'incolumità altrui ...