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Il giornalismo di inchiesta approda al teatro Morlacchi di Perugia

Milena Gabanelli svela i retroscena di Report

Corrado Formigli intervista la giornalista


(ASI) Domenica 17 aprile, Milena Gabanelli è stata ospite del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

La Gabanelli è la conduttrice televisiva del programma di giornalismo di inchiesta “Report”, e di questo si è infatti parlato durante tutto l’incontro, modulato dalla conduzione di Corrado Formigli, giornalista di Rai 2 nel programma Annozero.

Milena Gabanelli ha svelato qualche retroscena di Report, approfondendo il lato organizzativo.

Spiega come il bilancio di Report sia nettamente positivo grazie al lavoro svolto in piena autonomia da lei e dai collaboratori che seguono le inchieste.

Per i tre o quattro mesi necessari alla realizzazione, curano nell’interezza i singoli progetti, procurandosi autonomamente informazioni e contatti, scrivendo i testi e delle domande e recandosi dai singoli intervistati di persona agendo dunque sia come autori che come operatori.

Il pezzo arriva in Rai praticamente già terminato, e a questo punto, in studio, la Gabanelli registra i propri interventi, dopo un attento lavoro di analisi e verifica della veridicità e attendibilità delle informazioni e dei dati che vengono forniti durante il corso della puntata.

Formigli chiede alla Gabanelli se anche lei, come ultimamente accade a tutti coloro che indagando in questioni poco chiare, al limite della legalità, o a volte anche che sconfinano nell’illegalità più totale, abbia ricevuto querele in merito alla diffusione di alcune notizie “scomode”.

La conduttrice di Report risponde di avere attualmente una quarantina di cause aperte, che la trascinano in tribunale continuamente, molte delle quali, quasi tutte sono assolutamente pretestuose e mirate a colpirla rallentando il suo lavoro di giornalista di inchiesta.

Suggerisce infatti la possibilità di adottare il metodo anglosassone, e cioè che se qualcuno ti trascina in tribunale e chiede un risarcimento danni in denaro, se perde e se viene accertato che le accuse erano infondate e false, allora è tenuto lui a risarcire il danno morale e materiale dell’altro con una somma che è un multiplo di quella che aveva richiesto in partenza, tale metodo, aggiunge, sarebbe un buon deterrente contro i furbetti che fanno causa solo per tentare di ingolfare un meccanismo di giornalismo di inchiesta che porta alla luce scomode verità e che rivela nomi e cognomi dei trasgressori della legge, chiunque essi siano. Nonostante tutto attualmente ha vinto la totalità delle cause nei suoi confronti che già sono state portate a termine.

Formigli tocca, a questo punto, il tasto relativo all’imbavagliamento dell’informazione o delle pressioni che spesso arrivano da direttive di ordine superiore, e appunto a proposito della “censura” la Gabanelli è chiara : poi però aggiunge , spiega inoltre come le pressioni arrivino sempre, anche se spesso non sono dirette, o come magari si cerchi di rendere difficile il lavoro e la vita di chi conduce le inchieste.

Per rendere meglio l’idea la conduttrice di Report richiama un detto che recita “il giornalista è cane da guardia”, lei aggiunge con tono sarcastico : .

Formigli, per concludere, chiede alla Gabanelli se tra tutte le inchieste condotte ce ne sia una che non ripeterebbe, e lei risponde così : . La giornalista dice di avere agito forse con troppa freddezza al riguardo e che tornando indietro, dopo aver portato alla luce le contraddizioni interne a certe associazioni umanitarie, e dopo aver portato alla luce alcuni comportamenti disonesti di alcuni esponenti di tali associazioni, probabilmente valorizzerebbe invece maggiormente l’operato delle tante, tantissime persone oneste e buone d’animo che ne fanno parte e che ogni giorno agiscono nel bene senza nulla pretendere in cambio.

Alla domanda la Gabanelli risponde : .

L’ultima domanda di Formigli riguarda le interviste cosiddette “rubate” e se lei ne fa uso e in che misura, ma più che altro se le condivide come mezzo giornalistico di informazione.

La Gabanelli risponde che bisogna specificare cosa si intende per intervista “rubata”.

Dice, infatti che a volte l’intervista non è affatto rubata ma che l’intervistato, pensando che la telecamera sia spenta perché le domande sono terminate, si lascia andare liberamente a delle affermazioni che pensa non vengano registrate, ma che magari poiché la telecamera non è stata spenta, vengono invece archiviate, questa, spiega la Gabanelli, può essere utilizzata e non è un’intervista rubata perché non c’è stato alcun inganno da parte del giornalista, tutto è frutto di un errore di valutazione dell’intervistato, che poi liberamente ha deciso di affrontare senza accortezze un determinato argomento. Diverso è il discorso se precedentemente c’è un accordo fra giornalista ed intervistato, e cioè se il giornalista da la sua parola che non utilizzerà le confessioni richieste in confidenza e solo al fine di comprendere meglio un preciso contesto. Afferma la Gabanelli che la parola d’onore è la parola d’onore, e non deve mai in nessun modo essere tradita, anche se si ha davanti la peggiore persona del mondo, in questo caso assolutamente non si deve rubare l’intervista né utilizzare in alcun modo e in alcun contesto.

Infine numerose le domande dal pubblico che hanno concluso il dibattito, l’ultima delle quali era in riferimento all’inchiesta condotta su Antigua, e cioè se ci sarà in futuro un aggiornamento sulla vicenda delle ville di Berlusconi. La risposta della Gabanelli è stato un deciso .

Aggiungendo che presto ci sarà anche un’inchiesta sul gioco d’azzardo.

Al termine il pubblico ha applaudito a lungo la giornalista, che per spronare i giovani “colleghi”a fare bene nel loro lavoro, ha risposto a chi le chiedeva come fosse riuscita nel suo lavoro ad avere così successo che l’importante è la voglia, la passione, ma soprattutto crederci fino in fondo, perché non c’è miglior modo di non farcela che dirsi “non ce la posso fare”.

Il bilancio finale è insomma totalmente favorevole con un indice di gradimento da parte dei presenti elevatissimo, tuttavia una certa amarezza è stata diffusa tra il pubblico quando la Gabanelli ha dichiarato che in Rai ci sono alcuni stagisti che lavorano insieme alla squadra, che per motivi di budget, non vengono nemmeno rimborsati delle spese minime e non percepiscono stipendio alcuno.

Essendo un’idea piuttosto comune che lo stagista ottiene, in cambio dell’aiuto che apporta, la possibilità di “apprendere” e che quindi questo è già sufficiente a far si che egli non percepisca anche un minimo guadagno, i giornalisti presenti in sala, che per diversi motivi si trovano nelle medesime condizioni hanno espresso anche tramite un intervento al microfono diverse perplessità al riguardo, dichiarando di non condividere la posizione circa tale problematica, poiché il lavoro è lavoro ed è giusto che venga retribuito.

Milena Gabanelli lascia il teatro Morlacchi, insomma, tra gli applausi generali e i ringraziamenti dei presenti, raccontando un giornalismo di inchiesta che, se pur affrontando numerose difficoltà e sfide, riesce sempre a fornire informazioni di notevole rilevanza circa tematiche di interesse comune, fornendo all’esterno approfondimenti e chiarimenti che senza un’adeguata ricerca sul campo, non verrebbero mai alla luce.

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