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In esposizione un inedito documento autografo di Kenzo Tange rinvenuto durante i recenti lavori di catalogazione dell’archivio personale di degli Uberti
L'intero ricavato del catalogo della mostra (ed. Palombi) sarà devoluto a Telethon per la Ricerca
Dal 23 settembre al 23 ottobre – Museo Boncompagni Ludovisi. Via Boncompagni, 18 – Roma

 (ASI) Roma. Sarà inaugurata giovedì 22 settembre a Roma, presso il Museo Boncompagni Ludovisi,  ʺArchitettura e Paesaggio - Ludovico degli Ubertiʺ, la mostra curata da Cornelia Bujin e dedicata all’architetto e docente romano prematuramente scomparso nel 2004. 

Realizzata in concomitanza con il 150° anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Giappone, l’esposizione, visitabile gratuitamente dal 23 settembre al 23 ottobre prossimo, è promossa dal Polo Museale del Lazio e dalla Fondazione Ludovico degli Uberti. Un’istituzione, quest’ultima, nata per volontà dell’architetto espressa tramite testamento, al fine di valorizzare il suo rapporto personale con l’architettura, premiare il lavoro di giovani colleghi e la formazione degli studenti, attività che lo aveva visto impegnato per anni come docente. 

ʺArchitettura e Paesaggioʺ è patrocinata da FAI (Fondo Ambiente Italiano), CEMAS - La Sapienza Università di RomaFondazione Italia Giappone, Istituto di Cultura Giapponese e Commissione Europea – Rappresentanza italiana.

Obiettivo della monografica, presentata in anteprima a Milano a Villa Necchi Campiglio in concomitanza con Expo 2015, è valorizzare, attraverso l’opera di uno dei protagonisti dell’architettura del Novecento, la fruizione degli spazi nella relazione con il paesaggio, riportando il disegno manuale e il suo senso etico al centro del processo creativo. ʺUn invito per le nuove generazioni – spiegano i membri del Comitato scientifico composto da Marco Ancora, Fabio AndreassiAndrea Carteny, Massimo Cestelli GuidiGiorgio Croci, Adrian Sheppard e Donato Tamblè  - a riscoprire l’autenticità artigianale della professione supportata da quei nuovi  strumenti della rivoluzione digitale che hanno modificato il lavoro dell'architetto non solo nel metodo, ma soprattutto nell’espressione delle potenzialità creativeʺ.

Allievo di Perugini, formatosi sotto la guida di Bruno Zevi, degli Uberti partecipò a molti concorsi internazionali. Dai complessi direzionali di Perugia Fontivegge a quello di Latina, dalla nuova sede della Società Gas Rimini alle ville extraurbane, dai piani urbanistici territoriali alle strutture termali di Barano, fino all'omaggio espressivo a Ground Zero con la New York Tower, struttura piramidale in acciaio multicolore, la sua attività progettuale rappresenta una sintesi perfetta tra tradizione e innovazione. Una produzione apprezzata in particolare all’estero, a partire dall’atelier di Alvar Aalto o da Miller, che lo chiamò per l’Expo di Montreal, ma anche dall’Università di Howard e dal celebre urbanista Kenzo Tange, di cui la mostra presenta un documento inedito redatto nel corso di un loro incontro romano. Si tratta di tre tavole in cartoncino scritte a matita, che rappresentano un’importante lezione sull’approccio procedurale di analisi, dove Tange vuole dimostrare la realizzabilità tecnica di uno sviluppo verticale delle città, tenendo conto di un fattore economico, della comunicazione tra luoghi distanti e delle funzioni di traffico in rapporto all’abitato. 

A testimoniare le relazioni intrecciate in ambito internazionale dall’architetto sono proprio le tre sezioni tematiche in cui si articola il percorso espositivo: “un giro del mondo in cento opere”, con una selezione di 10 progetti, oltre 60 disegni dal vero e un’antologia di scatti fotografici, suddivisi per aree geografiche e ordine cronologico, scelti tra le 19mila diapositive che compongono il suo archivio personale. Il materiale esposto, declinato secondo il filo conduttore del viaggio, rivela la grande passione di degli Uberti per lo studio delle architetture asiatiche e la perfezione delle forme geometriche, oltre alla sua profonda devozione a grandi maestri come  WrigthLe Corbusier e Louis Khan.

 

Ludovico degli Uberti nasce a Genova nel 1941 da famiglia fiorentina di antica origine. Si laurea alla facoltà di Architettura - La Sapienza - di Roma nel 1968 con il Prof. Giuseppe Perugini, relatore Bruno Zevi. Inizia subito l’attività di docenza in Composizione Architettonica, come assistente volontario del Prof. Perugini, proseguendo l’attività didattica presso la facoltà di Ingegneria di Ancona (1977) l’Università della Tuscia (1978), il Dipartimento DAAC della facoltà di Architettura di Roma La Sapienza (1984-2004). La sua attività professionale si è sviluppata su più fronti ed è risultando vincitore di nove concorsi nazionali ed internazionali di architettura e urbanistica tra cui il Centro direzionale di Perugia Fontivegge, il Nuovo Centro direzionale di Latina (1972), il Parco Nazionale del Pollino (1978), la Comunità Montana della Maiella (1979), lo Stabilimento Termale e il Centro Congressi a Mandatoriccio (Cosenza1992). La sua innata predisposizione allo studio e allo sviluppo progettuale lo porterà ad intessere rapporti di collaborazione con numerosi studi professionali italiani, come quello di Michele Valori e internazionali con Kenzo Tange, von Moltke, Schillinger e l’Atelier Alvar Aalto. E’ autore di numerose pubblicazioni tra cui “Ecologia ed Ubanistica” ed. Giuffrè Milano – “Scenario urbano e prospettive per la progettazione del territorio” – ed. Franco Angeli – “Le Corbusier e Louis Kahn in India e Bangladesh“ Roma 1997 – “Il museo come struttura urbana” Roma 1994 - “Progetti e idee di architettura 1970-1995” Roma 1996 – “Dall’idea al progetto” Roma 1999 – “Il movimento moderno a Roma. Raffronti Internazionali 1928/1960 ” Roma 2003. Sua grande passione sono stati i viaggi di studio e di ricerca in tutto il mondo: dall’Europa, all’America del nord e centrale, all’Asia e all’Australia, disegnando e schizzando dal vero le architetture e riportando veri e propri reportage fotografici come fonte di ispirazione progettuale. Scompare prematuramente nel 2004 lasciando, come espressa volontà testamentaria, un cospicuo fondo archivistico composto da oltre 1.000 elaborati grafici riconducibili a 44 progetti e 43 fascicoli di allegati ai progetti con documenti, più di 18.000 diapositive di opere architettoniche e di paesaggio, circa 1.600 tra volumi e riviste di architettura. Nel 2005 nasce la Fondazione Ludovico degli Uberti con lo scopo di incoraggiare e promuovere le nuove generazioni di architetti.

 

Kenzo Tange attualità di una scoperta - Il Grande Architetto, Ludovico degli Uberti e l’Italia tra gli anni ’60 e ‘70

Nel dialogo che ha animato il mondo dell’architettura internazionale tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, l’incontro romano tra il giovane Ludovico degli Uberti e il Grande Maestro nipponico Kenzo Tange, ricopre un particolare interesse.

Sappiamo del grande amore per l’Italia e del rapporto privilegiato che Tange ha avuto con il nostro Paese ( grande ammiratore di Michelangelo e dell’arte classica in genere) oltre ad aver realizzato molte delle sue opere come il Centro Direziona di Bologna, il quartiere Librino a Catania (1971) il Master Plan per il Centro Direzionale di Napoli (1995) sino al progetto urbanistico del Quartiere Affari di San Donato Milanese. Ma, del tutto nuovo è il ritrovamento nell’Archivio della Fondazione degli Uberti di tre tavole descrittive di analisi dei flussi e degli andamenti demografici previsionali a firma di Kenzo Tange, che testimoniano l’incontro avuto a Roma tra il Maestro e il promettente architetto degli Uberti, vincitore di quel terzo premio per il Centro Direzionale di Perugia Fontivegge, aggiudicato dal giapponese Tsuto Kimura.

Le tre tavole in cartoncino scritte a matita, rappresentano una lezione sull’approccio procedurale di analisi, propedeutici allo sviluppo del progetto urbano, in cui, il piano per la riorganizzazione strutturale delle città, si basa sulla previsione di sviluppo delle stesse, portando ad una nuova dimensione progettuale in cui Tange ha voluto dimostrare la realizzabilità tecnica di uno sviluppo verticale delle città, tenendo conto di un fattore economico, della comunicazione tra luoghi distanti, e delle funzioni di traffico in rapporto all’abitato.

MATERIALI IN MOSTRA

Circa dieci progetti originali tra cui il Concorso vinto con il terzo premio nel 1970 per il Centro Direzionale di Perugia Fontivegge, il Concorso per l’Università di Salerno, per il centro Congressi dell’EUR del 1998, per la Città del XXI secolo, le corrispondenze con l’Atelier di Alvar Aalto, l’Expo di Montreal del 1967, il progetto per Ground Zero. Oltre 50 disegni originali dal vero a matita e china di architetture del mondo storiche e contemporanee, parte della cospiqua collezione di conchiglie provenienti dagli innumerevoli viaggi, sezione fotografica scelta tra gli oltre diciannovemila scatti realizzati in tutto il mondo, dedicata al Giappone e alle architetture di Le Corbusier e di Louis Kahn in India e Bangladesh.

Comitato scientifico

Marco Ancora - Direttore CIU
Fabio Andreassi - Professore Università dell’Aquila
Andrea Carteny - Professore Università La Sapienza Roma
Massimo Cestelli Guidi – Professore Università La Sapienza Roma
Giorgio Croci – Professore Università La Sapienza Roma
Cornelia Bujin - Architetto Storico dell’Urbanistica - VS President Wacecom Ltd
Adrian Sheppard - Professore Emerito McGill University Montréal
Donato Tamblè – Professore Università La Sapienza Roma, già Soprintendente
Archivistico per il Lazio e Basilicata

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