(ASI) Il 14 marzo, presso la sala convegni dell'Hotel Quattrotorri di Corciano, si è svolto un interessantissimo incontro con la giornalista (moglie e madre come vuole essere ricordata ) Costanza Miriano.

Nata, cresciuta e vissuta a Perugia, dove ha studiato fino al conseguimento della laurea in Lettere, Costanza si è successivamente trasferita a Roma dove ha lavorato alla Rai, al tg3 e a Rai Vaticano.
Collabora con Avvenire, Il timone, Credere, il Foglio e La Croce. Sposata, ha quattro figli e un solo marito, come ama ricordare.
I suoi libri "Spòsati e sii sottomessa", "Sposala e muori per lei" sono stati tradotti in vari paesi e sono diventati un caso letterario degli ultimi anni. In Spagna hanno provocato varie polemiche fino ad arrivare alle richieste di sequestro presso l'Autorità Giudiziaria.
Il suo blog è seguito con passione e anche con un pizzico di umorismo tipico del suo modo di scrivere.
Nell'ultima sua opera "Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell'agnello", l'autrice ricorda come parole quali obbedire e sottomissione siano viste, addirittura, come torpiloquio nella società moderna.
Il cristiano, invece, dovrebbe sapere che fidarsi di Dio, essere agnelli, è l'unica cosa che rende felici, non per essere masochisti ma perché ci si fida di qualcuno più che di noi stessi.
La scrittrice perugina afferma che: "Non fidarsi di sé significa che a volte è necessario chiudere le proprie emozioni in cantina, o meglio, in acquario ben sigillato, col silicone, e andare avanti, con un fedele ostinato lavoro minuto per minuto. Non fidarsi di sé significa ascoltare un'altra voce che non sia la nostra."
Certo, questa voce va scelta bene. E se uno deve scegliere, è bene puntare alto, no?"
A gennaio, nella contestata cornice del convegno sulla famiglia a Milano, ha tenuto un incontro sul tema dei falsi miti del progresso che mettono sotto assedio la famiglia insieme a Mario Adinolfi, direttore del quotidiano la Croce, Marco Scicchitano ricercatore clinico, P. Maurizio Botta della congregazione di San Filippo Neri. Ha introdotto il tema in modo brillante Massimo Introvigne, presidente comitato Si alla famiglia. I relatori si sono soffermati sul fatti che il motivo del moderno attacco alla famiglia non è solo politico, ma anche culturale e soprattutto economico.
A Perugia Costanza Miriano ha parlato per circa un'ora della ragionevolezza della realtà, raccontando sempre, in maniera umoristica ed ironica, della sua famiglia del suo rapporto con il marito e con i figli.
Presenti il sindaco e il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, Costanza ha elencato le buffe, ma vitali, differenze tra l'uomo e la donna, in particolare del loro diverso modo di comunicare.
L'appiattimento dei ruoli ha ingenerato una crisi profonda del padre e del maschio. Tutto quello che è considerato maschile viene visto come brutale, selvatico, violento ed autoritario.
Nei primi 3 anni di vita, ha ricordato Costanza, il bambino ha bisogno della simbiosi con la mamma poi la figura paterna diventa fondamentale anche per tagliare il cordone forte con la madre.
Ha osservato, in seguito, come il rapporto sponsale sia un lavoro vero e proprio, un impegno fondamentale.
Dove il trascurare la cura della propria persona o il tempo da passare insieme è un grave errore. Il matrimonio è un luogo di conversione, ha osservato Costanza.
In molti paesi dove l'ateismo prevale la famiglia è addirittura piu rispettata ed aiutata con assegni familiari, per dare la possibilità alla madre di prendersi cura della prole.
Costanza Miriano ha salutato il pubblico intervenuto e ricordato che il 13 giugno 2015, presso il Palalottomatica a Roma, si parlerà delle unioni civili e del gender.


Ilaria Delicati – Agenzia Stampa Italia

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