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(ASI)Lettere in Redazione - Mangiare carne non è come scegliere di mangiare pasta o patate: c’è di mezzo la sofferenza e la vita d un essere fatto come noi per il quale (come per noi) vivere o morire non è affatto la stessa cosa. Inoltre, sotto l’aspetto antropologico e salutistico, essendo la carne un prodotto incampatibile con la natura umana non può che generare effetti deleteri per la salute. Infatti, come potrebbe stare in buona salute un erbivoro che mangia la carne o un carnivoro che mangia verdura?

Nei dibattiti televisivi in cui si parla di alimentazione si usa paragonare, spesso con assoluta  leggerezza, la scelta di coloro che vogliono essere vegetariani o vegan per senso di giustizia (e non solo) con coloro che invece ritengono normale e legittimo mangiare animali. Il discorso si incentra sul rispetto della libertà

individuale: come se queste due scelte potessero essere messe sullo stesso piano; come se morte o vita avessero lo stesso valore; come se sofferenza, prigionia e terrore fossero sinonimo di libertà, benessere e gioia di vivere.

Davanti alla scelta di un pasto a base di frutta ed uno a base di carne o pesce, coloro che scelgono la frutta non possono essere considerati al medesimo livello etico, di sensibilità, compassione, di responsabilità e di senso critico di coloro che invece

scelgono il pasto cruento.

Il tipo di scelta  alimentare

caratterizza sempre la natura degli umani.

E’ forse la stessa cosa lasciar vivere un vitello, un coniglio, un capretto o farlo a pezzi con un coltello e cucinarlo? E’

forse la stessa cosa lasciare nel suo ambiente marino un’aragosta o gettarla viva nell’acqua bollente? Rispettare la scelta di chi mangia la carne è come rispettare l’idea di chi giustifica lo schiavismo, il razzismo, la tortura o la pena di morte. Se in gioco vi fosse la vita di una persona a noi cara certo non saremmo così concilianti verso il rispetto delle scelte altrui.

Quando si sceglie di mangiare prodotti derivati dall’uccisione di animali si deve essere consapevoli di ciò che comporta tale scelta; si deve essere  consapevoli che si sta decretando dolore e morte a creature unite a noi da profonda parentela e che nessuno di noi vorrebbe subire la medesima sorte; si deve essere consapevoli che si sta diventando portatori di una cultura di disumana ingiustizia, di sfruttamento. sottomissione e distruzione del più debole. Ma le persone che mangiano la carne probabilmente non hanno lo stesso sentire, lo stesso senso di giustizia, la stessa compassione di coloro che rifiutano di essere complici di questa cultura antropocentrica che tutto sacrifica a vantaggio dell’uomo e che sta portando l’umanità ad un declino fisico, morale, spirituale, ambientale ed economico mai verificatosi prima nella storia dell’uomo.

Franco Libero Manco

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XI FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI

Domenica 12 maggio 2013, ore 9-21

Roma, Piazza Re di Roma

Coloro che sono interessanti ad allestire stand o tavoli sono pregati di affrettarsi a comunicare la loro adesione. Il 30 p.v. scadono i tempi utili per definire il programma

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CONVEGNO  Sabato 27 aprile 2013  -  h 10.00 – 19.30 La Responsabilità verso se stessi e verso il pianeta Residenza Universitaria “A. RUBERTI”

Via Cesare de Lollis, 20 – 00195 Roma

Alle ore 17,30 conferenza del Dr.  Franco Libero Manco – Architetto - Studioso di antropologia morale Presidente A.V.A.  Associazione Vegetariana Animalista, sul tema:

“I 7 problemi più gravi del mondo correlati al consumo della carne”

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